DA HITLER A MINNEAPOLIS, STORIA DI UN BUSTO RINASCIMENTALE

 

Il Minneapolis Institute of Arts ha appena acquisito un prezioso busto rinascimentale in terracotta realizzato all’inizio del Cinquecento da Benedetto da Rovezzano raffigurante San Giovanni Battista. Un’opera così pregevole da essere stata scelta, negli anni Quaranta, tra i capolavori destinati al Führermuseum, il complesso museale che Hitler aveva progettato di allestire a Linz. Ma scopriamo nel dettaglio la storia (recente) del busto rinascimentale.

Nel 1901 il busto di San Giovanni Battista si trovava ancora a Firenze, dove faceva parte della collezione privata della marchesa Serafini. Nel 1923 ebbe inizio la serie di passaggi di proprietà: il primo a portarlo fuori dall’Italia fu il mercante di caffè e collezionista d’arte olandese Onnes Michiel van Nijenrode; poi il busto fu venduto all’asta e acquistato da Otto Lanz di Amsterdam, esperto di arte rinascimentale italiana; alla sua morte nel 1935, la moglie Anna Theresia Willi Lanz – che viveva a Lugano, in Svizzera – ereditò la sua collezione. Il 1941 è l’anno decisivo: il busto e tutta la collezione Lanz vengono venduti a Hitler per 2 milioni di franchi svizzeri.

L’opera venne ritrovata nel 1945 in un nascondiglio nazista, insieme ad altri capolavori rubati durante gli anni della guerra e destinati al progetto mai realizzato di Hitler: il Führermuseum. Nel 1946 l’intera collezione Lanz fece ritorno in Olanda grazie alla Netherlands Art Property Foundation che la conservò fino al 1951, quando il figlio di Otto Lanz la comprò portandola con sé in Svizzera. Il busto, nuovamente rivenduto, si ritrovò ancora in giro per l’Europa passando da un collezionista privato all’altro, fino a quando nel 2012 il mercante d’arte francese Guy Ladrière lo presentò al pubblico nella sua galleria. Il Minneapolis Institute of Arts entra in gioco lo scorso marzo, quando acquista definitivamente la scultura per destinarla alla sua raccolta permanente.

Fonte: Artdaily.org

 

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