I PEGGIORI PAPI DELLA STORIA

A quali papi non dovrà ispirarsi il nuovo pontefice? Medevial News ha stilato la classifica dei cinque peggiori papi della storia della Chiesa. Eccoli:

1. Stefano VI (896-897). Nel gennaio dell’897, Stefano VI ordinò un processo per sacrilegio, chiamato poi “sinodo del cadavere”: l’imputato fu infatti il cadavere riesumato del defunto Papa Formoso, ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all’appoggio del partito filogermanico. Il cadavere fu spogliato degli abiti pontificali e le dita della mano destra gli vennero amputate. Il processo, con il conseguente strazio del cadavere, suscitò una rivolta popolare in tutta Roma. La rivolta si concluse con la cattura di Stefano, che venne deposto e imprigionato a Castel Sant’Angelo, e ucciso per strangolamento nell’ottobre dello stesso anno.

2. Giovanni XII (955-964). Eletto Papa a soli 18 anni, è celebre per la sua depravazione, che trasformò il palazzo del Laterano in una vera e propria casa di piacere frequentata da belle donne e bei ragazzi. Ma le accuse che gli venivano mosse erano numerose: diceva messa senza comunione; ordinava i diaconi nelle stalle; faceva pagare le nomine religiose; faceva sesso con un lungo elenco di signore, compresa l’amante di suo padre e sua nipote; aveva accecato il suo consigliere spirituale e castrato un cardinale. Morì all’età di 27 anni, secondo alcuni per un colpo apoplettico; altri riferiscono che fu sorpreso in flagrante adulterio con Stefanetta, moglie dell’oste presso cui alloggiava, e che il marito lo gettò da una finestra.

3. Benedetto IX (1032-1048). Pronipote di Giovanni XII, condivideva con il suo predecessore lo stile di vita dissoluto. È famoso per aver venduto il titolo di pontefice al suo padrino, forse per il desiderio di sposarsi. Benedetto si pentì presto della vendita – forse perché non gli fu più concessa la mano della fanciulla – e fece ritorno a Roma per cercare di deporre il nuovo Papa. Le parole di Pier Damiani lo descrissero come “sguazzante nell’immoralità, un diavolo venuto dall’Inferno travestito da prete”.

4. Bonifacio VIII (1294-1303). Aspramente criticato da Dante, che lo relegò all’Inferno nel girone dei simoniaci, Bonifacio VIII fu determinante nel convincere il suo predecessore, Celestino V, a ritirarsi. Una volta arrivato al Soglio Pontificio, fece catturare Celestino V, che fu imprigionato fino alla sua morte avvenuta dieci mesi dopo. Bonifacio VIII fu anche un Papa dedito al culto della propria immagine: si fece ritrarre, ancora in vita, in tantissime immagini, cosa che nessun Pontefice prima di lui aveva mai fatto. Accusato dai suoi contemporanei di aver negato l’immortalità dell’anima e di aver autorizzato alcuni sacerdoti alla violazione del segreto confessionale, Bonifacio VIII fu a sua volta fatti prigionerio (il celebre “schiaffo di Anagni”).

5. Alessandro VI (1492-1503). Forse non fu responsabile di tutte le nefandezze mostrate dalla miniserie “I Borgia”, ma Alessandro VI fu senza dubbio un uomo dissoluto e un libertino impenitente. Ebbe numerosi figli, ovviamente tutti illegittimi, due dei quali avuti durante il pontificato. Fu l’unico papa ad avere sia una “moglie” che un’amante ufficiale, Giulia Farnese. Questa relazione era di pubblico dominio, tanto che chi voleva favori dal Pontefice poteva rivolgersi direttamente a lei. Una delle note positive ascrivibili al suo papato si deve al mecenatismo: sotto il suo pontificato fu commissionata a Michelangelo la Pietà, mentre gli appartamenti Borgia furono affidati al Pinturicchio, che realizzò il celebre (e ben poco cristiano) ciclo di affreschi dei palazzi vaticani.

Nell’immagine: miniatura tratta dal codice MS Typ 983 (1400 circa), Houghton Library, Harvard University.

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