PRIMO MAGGIO MEDIEVALE: L’ICONOGRAFIA DEL MESE DI MAGGIO

Caccia col falcone, concertini all’aperto e svaghi cortesi: nel Medioevo il mese di maggio è molto piacevole, se siete nobili. Vediamo in che modo e perché i miniatori lo hanno rappresentato così.

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Insieme ad Aprile, legato alla primavera e agli svaghi cortesi (di cui abbiamo parlato qui), Maggio è il mese che gli artisti del Medioevo associavano al mondo signorile e nobiliare. Per questo l’iconografia del quinto mese dell’anno è sempre popolata da giovani, dame e cavalieri impegnati in attività dilettevoli.

Una delle immagini più diffuse – dai calendari dei libri d’Ore ai cicli dei mesi nelle cattedrali – è la scena della caccia col falcone: un elegante cavaliere regge sul braccio il falcone, talvolta scortato da alcuni cani. L’iconografia trova spiegazione non solo nel fatto che a maggio si apriva la stagione venatoria, ma anche nella natura tipicamente aristocratica di questa disciplina.

L’arte della falconeria si sviluppò in tutta Europa a partire dal XII secolo, anche grazie alla popolarità di testi – antichi e coevi – dedicati ad essa, il più famoso dei quali è il De arte venandi cum avibus di Federico II di Svevia.

A differenza della caccia ad animali a grossa taglia, la falconeria era considerata un’attività venatoria più raffinata ed elegante, e per questo poteva esser praticata anche dalle donne.

Benché non fosse appannaggio del ceto nobile, le caratteristiche di questa forma di caccia ne fecero l’attività cortese per eccellenza, perfetta per rappresentare un mese aristocratico come maggio.

L’immagine del cavaliere col falcone a volte si arricchisce con la presenza di altri personaggi, solitamente gentiluomini e gentili dame che si svagano all’aperto.

Nel corso del tempo le scene di divertimenti cortesi diventano il soggetto principale, come avviene in questa miniatura: il concertino fluviale è in primo piano, mentre i falconieri percorrono il ponte… 

… fino a scomparire del tutto in altre illustrazioni, dove il tema dei nobili che si dilettano sulla piccola barca cattura tutta l’attenzione dell’artista.

In altri casi per mostrare lo svago dei signori vediamo un gruppo di cavalieri con le loro dame mentre cavalcano in un bosco verdeggiante, come in questa celebre miniatura tratta dalle Très Riches Heures del Duca di Berry.

L’altro tema iconografico tipico di maggio è quello dei festeggiamenti del calendimaggio, il primo giorno del mese. Secondo una tradizione originaria dell’Europa settentrionale, era consuetudine celebrare questa festa donando un ramoscello fiorito, detto “el majo”, alla donna amata.

In questa miniatura del Libro d’Ore Torriani vediamo il cavaliere, comodo sul suo destriero, che si fa consegnare dal paggio il ramo.

Il gesto, carico di significati erotici e simbolici, allusivi alla fertilità, all’abbondanza e al risveglio della natura, si diffuse in età medievale anche in Italia, dove ebbe particolare fortuna sia presso le corti sia in ambito popolare.

La festa del maggio era particolarmente sentita presso la corte sforzesca di Milano, dove la mattina del primo giorno del mese signori e cortigiani partivano per lunghe escursioni nelle campagne e andavano a “tuore el majo”. 

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Per saperne di più sull’iconografia dei mesi nei Libri d’Ore vi segnaliamo Pier Luigi Mulas (a cura di), Il Libro d’Ore Torriani, Franco Cosimo Panini Editore.

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One Comment

  1. velia castaldi
    3 maggio 2014 at 10:56 · Rispondi

    queste immagini assomigliano a quelle del Breviario Grimani, della Libreria Marciana..Molto belle. L’articolo è interessante.

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