IL SESSO NEL MEDIOEVO, TRA LEGGENDE E VERITÀ

Ha iniziato a far parlare di sé anche in Italia il nuovo libro di Jacques Rossiaud dedicato alla sessualità nel Medioevo (Sexualités au Moyen age, éd. Jean-Paul Gisserot), anche grazie alla bella recensione uscita ieri sulla Stampa. Il saggio dello storico francese illustra abitudini e credenze sessuali dell’età medievale, smentendo alcuni luoghi comuni sul tema e svelando molte curiosità poco note.
Ecco qualche esempio.

Astinenza
Niente sesso tra coniugi a Natale, Pasqua, Pentecoste e Assunzione – giorni nei quali però i bordelli potevano rimanere aperti.

Posizioni
Fino al XII secolo l’unica posizione lecita è quella del missionario, considerata la più adatta alla procreazione (“le posizione devianti provocano la collera di Dio”). Qualche tempo dopo aumenta la tolleranza, ma una posizione rimane inammissibile, quella del cosiddetto “cavallo erotico”(la donna sopra): i teologi la condannano e i medici la ritengono addirittura pericolosa.

Bordelli
La prostituzione è tollerata come un male minore: per gli uomini è meglio incontrare una prostituta piuttosto che corrompere le loro mogli o, peggio, trovare soddisfazione da soli. Per questo i bordelli sono aperti tutto l’anno (tranne Venerdì Santo) e sono frequentati anche dai preti: nel XV secolo il 20% degli habitué è composto da uomini di Chiesa.

Contraccezione
I metodi contraccettivi sono vari e molto spesso inefficaci: dagli amuleti alle genuflessioni, dai decotti di lattuga alle iniezioni di acqua ghiacciata (“per raffreddare il seme”).

Cintura di castità
Un’invenzione del Rinascimento (ma questo lo sapevamo già).

Masturbazione
È condannata, ma in misura variabile. Inaspettatamente è quasi tollerata per le donne e osteggiata con asprezza per gli uomini, per i quali è “peggio che mangiare la carne al venerdì”.

Quante volte
Secondo una raccomandazione diffusa, non si devono superare i due amplessi a settimana: “troppi orgasmi accorciano la vita, prosciugano il corpo, riducono il cervello e distruggono gli occhi”.

Voto di castità
La castità dei preti non è tenuta in grande considerazione:  il vescovo di Hugues di Lincoln, interrogato da una moglie insoddisfatta, suggerisce questo rimedio: «Vuoi che tuo marito ritrovi il suo ardore? Ne farò un prete. Appena un uomo è prete, brucia».

Il momento giusto
Secondo Platino, umanista e bibliotecario papale della metà del XV secolo, “l’atto deve essere evitato quando uno è pieno di vino o di altri tipi di carne” ma anche “quando si ha lo stomaco vuoto e si è molto affamati”. E allora quando? “Il momento giusto per farlo è quando il cibo è stato quasi digerito, quando non si vuole dormire o fare qualcosa di diverso”.

Sodomia 
In realtà tutti gli atti di piacere che non hanno come fine la procreazione – dal sesso orale alla masturbazione – sono chiamati “peccati di sodomia”. L’omosessualità inizia a essere condannata violentemente solo a partire dal XII secolo: fa scuola san Tommaso, per il quale il peccato di sodomia è grave quanto il cannibalismo.

Verginità
Secondo uno Statuto di Belluno del 1428 “non bisogna presumere vergine alcuna donna di più di vent’anni, a meno che la sua castità non possa essere provata”.

È tutto naturale
Nonostante tutto, il sesso è considerato un atto naturale, un “dono della creazione”: secondo il filosofo Guillaume de Conches (XII secolo) “solo gli ipocriti lo ignorano”.

 

Commenti

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One Comment

  1. Elisa
    12 luglio 2016 at 17:38 · Rispondi

    Molto interessante

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