O TEMPORA! O MORES!

Cicerone insegnante

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Correva l’anno 63 a.C. quando, l’8 novembre, Marco Tullio Cicerone si presentò davanti al Senato romano per pronunciare la celebre prima orazione delle Catilinarie.

In seguito a quattro tentativi falliti di farsi eleggere console, Catilina aveva deciso di prendere il potere con un colpo di stato, attentando alla vita di Cicerone. Già informato di ciò da Fulvia, amante di uno dei congiurati, il console si era inoltre visto recapitare due lettere anonime che lo avvertivano nuovamente della situazione di pericolo in cui si trovavano gli optimates tutti. Fu allora che, dopo aver messo sotto sorveglianza la propria casa e aver sventato così l’attentato, Cicerone convocò d’urgenza il senato presso il tempio di Giove Statore, sul Palatino, per denunciare pubblicamente Catilina. L’incipit ex abrupto dell’orazione da lui tenuta in tale occasione costituisce ora forse uno dei versi più celebri di tutta la letteratura latina.

 

“Cicerone insegnante”, iniziale “Q” decorata, miniatura tratta da una raccolta di opere di Cicerone appartenuta a Francesco Petrarca, ms. 0552, c. 314r, prima metà del XIV secolo, Bibliothèque municipale, Médiathèque de l’Agglomération troyenne, Troyes.

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