7 GIUGNO 1422: NASCE FEDERICO DA MONTEFELTRO. DIECI CURIOSITÀ SUL DUCA DAL NASO ADUNCO

Il suo profilo è divenuto icona pop grazie al ritratto di Piero della Francesca. Ma cosa c’è da sapere di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, nato il 7 giugno 1422? Ecco dieci curiosità:

1. Federico nacque da una relazione extraconiugale del conte Guidantonio con una giovane rimasta senza nome. Fu ugualmente avviato alla successione, nonostante la moglie di Guidantonio – che nel frattempo aveva avuto un figlio – facesse di tutto per sbarazzarsi del “piccolo bastardo”.

2. Il naso sconciato si deve a un incidente occorso durante un addestramento: la lancia del contendente perforò la visiera dell’elmo, colpendo la sommità nasale e l’occhio destro. Da allora fu guercio e i ritrattisti dovettero sempre ricorrere al profilo sinistro.

3. Come se non bastasse, alcuni anni dopo divenne zoppo a causa di un altro incidente: il pavimento di un palazzo di San Marino nel quale era ospite crollò, facendolo precipitare “per 8 o 9 braccia”. Non morì, ma fu per sempre zoppo e non poté più cavalcare.

4. Nel 1472 la sua carriera militare ebbe il suo apice: tra gli uomini d’arme della penisola era il più prestigioso e, insieme, il più pagato. Venne accolto trionfalmente a Firenze dopo essere riuscito a espugnare Volterra, che si era ribellata al dominio mediceo.

5. Uomo d’arte ma anche uomo amante delle arti. Federico chiamò dalla Dalmazia l’architetto Luciano Laurana per la realizzazione del suo nuovo palazzo e convocò artisti come Paolo Uccello, Piero della Francesca, Melozzo da Forlì e Giusto di Gand.

6. Il Duca era legatissimo alla moglie Battista Sforza (che vediamo nel doppio ritratto di Piero della Francesca): donna di grande cultura, morì probabilmente di polmonite, debilitata dalle numerose gravidanze ravvicinate.

7. A Federico si deve la fondazione di una delle più ricche biblioteche del suo tempo, con oltre 1760 codici manoscritti. Dopo la morte del figlio Guidobaldo, la biblioteca cadde in stato d’abbandono e venne acquistata nel 1657 per soli dieci mila scudi da papa Alessandro VII: da allora costituisce il nucleo più importante della Biblioteca Apostolica Vaticana.

8. Grazie ai suoi successi militari e diplomatici, nell’arco di quarant’anni il Ducato di Montefeltro triplicò l’estensione dei suoi possedimenti. Da modesto borgo periferico Urbino si trasformò in una delle capitali dell’Umanesimo e del Rinascimento, centro attrattivo di artisti, letterati e uomini di cultura.

9. Nel 1475 investì più di trenta mila ducati (sufficienti per costruire una cattedrale) per far miniare “il libro più bello del mondo”. Dopo due anni l’impresa fu compiuta: una bibbia in due volumi, le dimensioni imponenti, realizzata con le pelli di cinquecento pecore e miniata da artisti come Domenico Ghirlandaio. Il manoscritto passò alla storia come “La Bibbia di Federico da Montefeltro“.

10. La fatale calura estiva di Ferrara: nel 1482 per la campagna militare contro Venezia il Duca si spinge fino a Comacchio, dove l’insopportabile calura estiva unita alle sue già precarie condizioni di salute lo rendono infermo. Ricoverato nella corte estense, muore il 10 settembre.

Fonte: Ambrogio Piazzoni (a cura di), “La Bibbia di Federico da Montefeltro”, Franco Cosimo Panini Editore.

 

 

 

Commenti

commenti

One Comment

  1. 7 giugno 2013 at 09:29 · Rispondi

    Dai primi tre punti risulta ovvio il nome dello sceneggiatore: George R.R. Martin

Rispondi a buonipresagi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *