TANAQUIL

tanaquil

Back to our Women’s Wednesday! Our guest this time is Tanaquil, Roman queen of Etruscan descent.

Married to Lucumo (whose name meant “king” in Etruscan), Tanaquil believed her husband would make a good leader; for this reason, she convinced him to move their family to Rome, still a somehow new city at the time and thus open to new (and even foreign) aristocracy. While on the way to Rome, the couple was met with a prophetic sign: an eagle flew over Lucumo’s head and took his hat, but eventually returned it to its place. Tanaquil interpreted this sign as the gods being in favor of her husband; and so it was, apparently, as Lucumo soon became a close friend with the Roman king of the time, Ancus Marcius. When he died, being his children too young to reign, Lucumo was soon elected as the new king with the name of Tarquinius Priscus, the fifth king of Rome. Tanaquil had also changed her name to Gaia Caecilia (sometimes rendered as Caja Cyrilla, the name used by Boccaccio himself).

When Tarquinius eventually died, being assassinated by Marcius’ sons, Tanaquil hid the fact and gave out that the king was merely wounded. Taking advantage of the confusion, she managed to establish her foster son, Servius Tullius, as regent until Tarquinius got better; only after they had gained the people’s full respect as ruler, Servius and Tanaquil officialized Tarquinius’ death.

 

 

“Caja Cyrilla”, illumination from the manuscript “De Mulieribus Claris”, decorated by Robinet Testard, ms. Français 599, f. 41v, 1488-1496, Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Paris.

 


 

Eccoci ad un nuovo appuntamento con il Women’s Wednesday! L’ospite di questa settimana è Tanaquil, regina romana di origine etrusca.

Sposata con Lucumone (il cui nome significava “re” in etrusco), Tanaquil credeva che il marito avesse la stoffa del leader: per questo motivo lo convinse a trasferire la famiglia a Roma, all’epoca città di recente fondazione e per questo ancora aperta ad una aristocrazia nuova, quando non addirittura straniera. Lungo la strada verso Roma, la coppia incontrò il primo segno premonitore: un’aquila, volando sopra di loro, sfilò il cappello dalla testa di Lucumone, riportandolo però al suo posto poco dopo. Tanaquil interpretò il fatto come un segno della benevolenza degli dèi nei confronti del marito; e così fu, a quanto pare, dato che Lucumone divenne presto amico stretto del re romano del tempo, Anco Marzio. Alla sua morte, dato che i figli erano ancora troppo giovani per regnare, Lucumone venne eletto come nuovo re con il nome di Tarquinio Prisco, quinto re di Roma. Tanaquil stessa, secondo i costumi romani, assunse il nome latino di Gaia Cecilia (a volte trascritto come Caia Cirilla, nome usato dallo stesso Boccaccio).

Quando Tarquinio morì, assassinato dai figli di Marzio, Tanaquil insabbiò il fatto sostenendo che il re fosse stato semplicemente ferito. Approfittando della confusione, la regina riuscì a far designare come reggente il figlio adottivo, Servio Tullio, finché Tarquinio non fosse guarito; solo dopo aver guadagnato la piena fiducia e il rispetto del popolo, Servio e Tanaquil ufficializzarono la morte di Tarquinio Prisco.

 

 

“Caia Cirilla”, miniatura tratta dal manoscritto “De Mulieribus Claris”, decorato da Robinet Testard, ms. Français 599, c. 41v, 1488-1496, Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Parigi.

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