MINIATURA IN DALMAZIA

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MINIATURA IN DALMAZIA

È un vero ponte culturale tra le due sponde dell’Adriatico questo coraggioso, imponente lavoro di catalogazione dei codici in beneventana conservati in Dalmazia, frutto della ricerca tenace, seria e appassionata di una studiosa che dopo anni di lavoro, mettendo a fuoco le modalità di trasmissione, ricezione e assimilazione di modelli traghettati dall’Italia meridionale all’odierna Croazia, è riuscita non solo a riscrivere da cima a fondo il capitolo della miniatura medievale in Dalmazia, ma anche a rivendicarne lo statuto di un’arte di frontiera portatrice di un’originale e autentica identità transadriatica. Del resto, come bene osserva Giulia Orofino nella presentazione dell’opera, per tutto il Medioevo l’adozione della beneventana significò adesione a un sistema identitario forte, affermatosi soprattutto per via di scambi transitati essenzialmente lungo la rete degli insediamenti monastici. Così, se per Pedrag Matvejevič il Mediterraneo si estende fin dove cresce il fico, il mandorlo, il melograno, l’ulivo, la vera frontiera della civiltà medievale nell’Europa sudorientale fu segnata proprio dall’espansione di quella scrittura transnazionale, capace di travalicare i confini del mosaico geopolitico dei territori d’origine, fossero essi longobardi, bizantini o carolingi, per gettare aldilà del mare le radici di una koinèculturale destinata a dare buoni frutti ben oltre la fase di ripiegamento della decorazione beneventana nel suo bacino originario. A queste riflessioni di ordine generale, affidate al densosaggio introduttivo, la studiosa è giunta sulla base di una accurato lavoro di catalogazione, condotto considerando l’oggetto libro nella sua integrità testuale, codicologica, grafica e decorativa, ma senza mai dimenticare l’esigenza di inserire ogni tassello di questo complesso mosaico in un quadro globale coerente, organico e unitario. L’esame autoptico dell’ingente materiale raccolto, condotto su codici e frammenti conservati in Croazia e molte altre biblioteche europee, ha consentito peraltro alla studiosa di rivedere e precisare attribuzioni e cronologie, portandola infine a individuare i principali scriptoria interessati dal fenomento della migrazione, primo fra tutti quello zaratino di San Crisogono, attivo forse fin dalla fine del X secolo.

Il libro. Emanuela Elba, Miniatura in Dalmazia. I codici in beneventana (XI-XIII secolo), Congedo Editore, Taranto 2011, 448 pp., 32 ill a colori, 146 tavv. in b/n, 50,00.

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