I PROGETTI PER COMPLETARE SAN PETRONIO A BOLOGNA

Come completare l’incompiuta facciata della basilica di San Petronio a Bologna? Tra il Cinquecento e il secolo scorso sono stati elaborati decine di progetti, alcuni dei quali firmati da architetti celeberrimi. Ecco le proposte più spettacolari, e quelle più terribili.

 

Basilica San Petronio

Basilica San Petronio

Sabato 4 ottobre la città di Bologna celebra il suo patrono, san Petronio, al quale è intitolata la famosa basilica affacciata su Piazza Maggiore. Quest’anno si festeggia anche la fine del restauro della chiesa, iniziato nel 2010.

La chiesa è la più importante della città (pur non essendo la cattedrale) ed è il terzo edificio religioso più grande d’Italia dopo il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze. Lo scorso anno per celebrare l’anniversario del suo completamento, avvenuto nel 1663, la facciata è stata interamente restaurata.

Eppure la maestosa basilica ha un aspetto tutt’altro che compiuto: la facciata che domina Piazza Maggiore presenta nella parte inferiore un sontuoso rivestimento marmoreo – disegnato da Antonio di Vincenzo alla fine del Trecento – mentre la parte superiore è rimasta “nuda”, con la parete in laterizio in attesa di essere rivestita.

Oggi la facciata incompiuta di San Petronio è uno dei simboli della città di Bologna e nessuno si sognerebbe di intervenire su di essa, ma per secoli – e fino al 1933 – il suo completamento costituiva un problema di prima grandezza. Per questo, a partire dal Cinquecento si sono succeduti innumerevoli progetti, cui si dedicarono anche artisti del calibro di Baldassarre Peruzzi, Giulio Romano e Andrea Palladio. Diamo uno sguardo ad alcuni di questi disegni e scopriamo come poteva essere la facciata di San Petronio.

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1. Baldassarre Peruzzi, primo progetto (1522)

Baldassarre Peruzzi (1522)

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2. Baldassarre Peruzzi, secondo progetto (1522)

Baldassarre Peruzzi (1522)

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3. Baldassarre Peruzzi, progetto finale (1522)

Baldassarre Peruzzi (1522)

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4. Giacomo Ranuzzi (1545)

Giacomo Ranuzzi (1545)

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5. Jacopo Barozzi, primo progetto (1545)

Jacopo Barozzi (1545)

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6. Jacopo Barozzi, secondo progetto (1545)

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7. Giulio Romano, copia del disegno del 1545

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8. Domenico Tibaldi (1570)

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9. Andrea Palladio in collaborazione con Francesco Morandi (1572)

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10. Andrea Palladio

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11. Francesco Morandi detto il Terribilia (1571)

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12. Girolamo Rainaldi (1626)

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13. Mauro Tesi (1749)

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14. Mauro Tesi, secondo progetto (1749)

E per finire: ecco la San Petronio immaginata da un anonimo nel progetto presentato al concorso del 1933. Possiamo tirare un sospiro di sollievo.

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Commenti

commenti

4 Comments

  1. Mario Giosuè
    25 maggio 2016 at 09:43 · Rispondi

    L’idea migliore, a mio parere, è proiettare sull’attuale facciata, in una bella notte serena, i diversi progetti – e sono tanti e tutti molto interessanti – per dare ad ogniuno che guarda, di scegliere la versione che più gli piace e 2salvarla” nelle propria memoria come la migliore. Così, S. Petronio sarà uno, nessuno e contomila, priaprendo i tanti concorsi tenuti nel tempo per suggeriere la soluzione che nessuno ha realizzato.
    Questo è il migliore suggerimento per rilanciare nel mondo interoil “S. Petronio ideale”, da venire a vedere n elle notti estive di Bologna e far decorllare l’interesse turistico che Bologna merita in pieno e non solo per il San Petronio che non c’è, ma per nille altre attrazioni turistiche, artistiche, culturali e, perchè no?, culinarie.

  2. Angelo
    1 ottobre 2017 at 12:36 · Rispondi

    “Come vorrei una chiesa povera per i poveri”
    Papa Francesco

  3. Casanova Marisa
    7 aprile 2019 at 17:30 · Rispondi

    Completare la chiesa sarebbe impossibile, però un avanzamento in marmo si potrebbe fare

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