BARBARA WOLFF, MINIATRICE DEL TERZO MILLENNIO

Sembra il laboratorio di un alchimista, gremito di sostanze misteriose ed esoteriche come azzurrite e malachite, orpimento e gommalacca, bucce essiccate di melograne e allume di rocca. E invece è lo studio di una miniatrice dei nostri giorni, Barbara Wolff, che dopo avere ottenuto prestigiosi riconoscimenti per la sua attività di illustratrice botanica, ha deciso di dedicarsi alla miniatura realizzando per conto del Jewish Theological Seminary un’impresa a prima vista impossibile: completare con strumenti, ingredienti e materiali di stretta osservanza medievale un magnifico manoscritto miniato, il Prato Haggadah, realizzato in Spagna settecento anni fa ma rimasto incompiuto. Così, impiegando tecniche e materiali rigorosamente ispirati agli antichi “ricettari” degli scriptoria medievali, la Wolff è riuscita a calarsi nello spirito di un artista del XIV secolo, riuscendo a ricreare la magia di pagine miniate sfolgoranti d’oro e di colore proprio come le carte superstiti dello splendido manoscritto. Anzi, pagine dotate di una valenza in più, perché nutrite di un sapiente recupero di tecniche ormai desuete e di una passione profonda per la gloriosa tradizione dell’ars illuminandi.

 

 

 

 

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