FOLIA COMICS: LE QUATTRO ETÀ DEL MONDO

“Le quattro età del mondo”, miniatura tratta dalle ‘Metamorphoses’ (successivo al 1531), Bodleian Library, Oxford.

Per prima fiorì l’età dell’oro, che senza giustizieri
o leggi, spontaneamente onorava lealtà e rettitudine.
Non v’era timore di pene, né incise nel bronzo
si leggevano minacce, o in ginocchio la gente temeva
i verdetti di un giudice, sicura e libera com’era.
Reciso dai suoi monti, nell’onda limpida il pino
ancora non s’era immerso per scoprire terre straniere
e i mortali non conoscevano lidi se non i propri.
[…]

Quando Saturno fu cacciato nelle tenebre del Tartaro
e cadde sotto Giove il mondo, subentrò l’età d’argento,
peggiore dell’aurea, ma più preziosa di quella fulva del bronzo.
Giove ridusse l’antica durata della primavera
e divise l’anno in quattro stagioni: l’inverno, l’estate,
un autunno variabile e una breve primavera.
[…]

Terza a questa seguì l’età del bronzo: d’indole
più crudele e più proclive all’orrore delle armi,
ma non scellerata. L’ultima fu quella ingrata del ferro.
E subito, in quest’epoca di natura peggiore, irruppe
ogni empietà; si persero lealtà, sincerità e pudore,
e al posto loro prevalsero frodi e inganni,
insidie, violenza e smania infame di possedere.
Senza conoscerli bene, il marinaio diede le vele
ai venti, e le carene, che un tempo stavano in cima ai monti,
si misero a battere flutti sconosciuti.

Ovidio, Le metamorfosi, Libro Primo

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