IL CODICE DIVENTA HI-TECH

Capolavori in facsimile oppure consultabili on-line? Mentre ferve il dibattito sulla digitalizzazione dei libri a stampa, e l’avvento sempre più imperioso dell’ebook impone agli operatori dell’editoria cartacea tradizionale una riflessione a tutto campo sul futuro del libro, anche il mondo della pagina miniata, in apparenza così lontano dalle nuove frontiere della tecnologia, non solo risulta tutt’altro che immune dall’odierna rivoluzione digitale, ma anzi, sempre più spesso, viene fatto oggetto da parte di musei, archivi e biblioteche di sofisticate campagne di catalogazione e documentazione digitale destinate all’utente remoto. Se ne è avuta la riprova di recente alla Buchmesse di Francoforte, dove accanto a splendide riproduzioni facsimilari di capolavori più o meno noti dell’arte del minio, troneggiava nello stand della Franco Cosimo Panini Editore un gigantesco schermo panoramico sul quale i visitatori potevano consultare, sfogliare, apprezzare integralmente in modalità “multi-touch” le pagine virtuali del codice miniato più celebre del Rinascimento italiano, la Bibbia di Borso d’Este, capolavoro assoluto della Biblioteca Estense di Modena. Grazie a un avanzato software di elaborazione delle immagini, l’installazione consente inoltre di ricercare miniature simili tra loro, organizzarle in gruppi, metterle a confronto, offrendo agli esperti e ai ricercatori, ma soprattutto al grande pubblico, la possibilità di “navigare” in libertà tra le 1200 pagine e le migliaia di immagini dell’opera. Insomma, passato, presente e futuro della storia del libro riuniti sotto lo stesso tetto. E un progetto – non a caso battezzato Rerum Novarum – grazie al quale non solo la Bibbia di Borso ma tutto il magico mondo dell’ars illuminandi entra a vele spiegate nell’era digitale.

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