IL MESTIERE DELLE ARMI A BERLINO

Primo Duca di Prussia, Elettore e Margravio di Brandeburgo, Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici, fondatore dell’Università di Königsburg, mecenate delle arti e patrono delle scienze. Nonché – aggiungiamo – uomo di vasta cultura e appassionato cultore, pur dopo il trionfale avvento della stampa a caratteri mobili, dell’arte del libro scritto e illustrato interamente a mano. Chi mai fosse questo personaggio ornato di siffatti titoli e così preclare virtù, è presto detto. Si tratta di Alberto di Brandeburgo, omonimo di un’altra figura ben nota ai cultori di miniatura, l’arcivescovo di Magonza al cui nome, oltre al ruolo di guida della chiesa cattolica tedesca durante gli anni della Riforma, sono legati alcuni codici devozionali di squisita fattura. Il nostro Alberto, per la verità, risulta essere di gran lunga meno pio, non tanto perché fu il primo sovrano di Germania ad abbracciare la fede luterana, ma in quanto, oltre a quella del libro, gli fu particolarmente cara l’arte della guerra, come dimostra un sontuoso manoscritto su carta apparso il 7 luglio 2009 a Londra a un’asta Sotheby’s di Western Manuscripts and Miniatures, dove ha spuntato la bella cifra di 289mila sterline, qualcosa come 335mila Euro. Un rapido passaggio sugli scaffali di una celebre libreria antiquaria e infine, lo scorso anno, l’approdo presso la Staatsbibliothek di Berlino grazie al provvido sostegno della Kulturstiftung der Länder e della Ernst von Siemens Kunststiftung. Poetico, nonostante il contenuto, il frontespizio del bellicoso trattatello, che in rima baciata suona così: “Kriegs ordenung bin ich genannt / wer kriegt und ist in mir bekant / Der kan nach der Zeit und gestalt / all sein schlachtordnung machen balt / Auch brauchen manchen vortheil gut / dem feindt zustillen sein obermut” (Sono chiamato le regole di guerra / chi guerreggia e mi conosce / può organizzare al meglio lo schema della battaglia / e usarmi anche con vantaggio / per domare l’arroganza del nemico).

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