MANOSCRITTI SALVATI IN MAURITANIA

Un patrimonio incalcolabile sepolto tra le dune del Sahara. Una spedizione del nostro Paese che si fa strada tra mille difficoltà per tentarne il recupero e il salvataggio. Un lavoro di squadra coronato da un esito del tutto positivo. Questa la trama di una bella storia italiana scritta dalla Scuola di conservazione e restauro dei beni culturali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Un centro formativo e didattico di assoluta eccellenza che ha portato a termine con successo, qualche mese fa, il progetto di cooperazione internazionale Salvaguardia delle biblioteche del deserto in Mauritania. Nel territorio di quella Repubblica Islamica, attualmente minacciato da un devastante processo di desertificazione ma un tempo collocato nel cuore delle vie commerciali del Sahara (tanto che l’Unesco ha inserito nel Patrimonio mondiale dell’umanità i centri storici delle quattro “villes anciennes” di Oudane, Chinguetti, Tichitt e Oualata), sono infatti conservati, in condizioni quanto mai precarie, oltre 30.000 manoscritti realizzati tra il XII e il XIX secolo. Un retaggio culturale di straordinaria importanza, comprendente opere di diritto islamico, testi mistici e letterari, dizionari, grammatiche, biografie e compilazioni storiche e scientifiche. Grazie a questo progetto, che ha visto l’Italia operare fianco a fianco con le autorità mauritane, questo immenso patrimonio librario è stato così oggetto di un’operazione di salvaguardia condotta lungo due principali linee d’azione: la formazione di personale locale e l’allestimento di adeguate strutture tecniche di conservazione e di restauro. Un’impresa impegnativa, che si concluderà con la digitalizzazione delle opere più importanti, ma che intanto ha salvato dal degrado, dalle intemperie, dai tarli e dalle termiti questo importante quanto sconosciuto tesoro del deserto.

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