ONLINE I CODICI LAURENZIANI DEL FONDO PLUTEI

Come consultare un codice miniato senza comprometterne l’integrità? È preferibile una riproduzione facsimilare, il più possibile fedele all’originale, o è sufficiente ricorrere a un archivio digitale online, magari tramite l’ultimo marchingegno elettronico? Domanda futile e oziosa, dato che tra le due più attuali modalità di restituzione visiva del libro “prima di Gutenberg” non esiste alcuna dicotomia, ma semmai un rapporto di reciproca interdipendenza, finalizzata, in buona sostanza, a una migliore azione di tutela e valorizzazione degli originali. Tuttavia, senza nulla togliere al fascino e all’efficacia anche tattile e materica di un bel facsimile, è indubbio che i più recenti database delle grandi biblioteche di tutto il mondo offrono un panorama sempre più ricco e accattivante dei rispettivi patrimoni codicologici. Repertori di tutto rispetto come quello messo a punto dalla Biblioteca Medicea Laurenziana, che nella sua teca digitale (teca.bmlonline.it/TecaRicerca/index-jsp) presenta le riproduzioni integrali dei manoscritti del fondo Plutei: come dire i manoscritti provenienti dalla raccolta privata della famiglia Medici, posti nei banchi (plutei) fin dall’apertura della biblioteca, nel 1571, e che in quella occasione furono rivestiti di una nuova legatura alle armi medicee. È così possibile sfogliare virtualmente capolavori come il Tetravangelo di Rabbula e la Bibbia di Mattia Corvino, la Chirurgia di Niceta e il Codice dei Medicinali di Federico II. Sperando, se già non è stato fatto, che prima o poi gli editori ne realizzino i “gemelli” in facsimile.

 

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