PICCOLA GRANDE EUROPA

L’industria del libro in Europa è poca cosa. Fatturati a volte interessanti ma lontani anni luce dai grandi numeri dell’energia, della finanza, delle telecomunicazioni, dell’automobile. Qualche best-seller conteso a centinaia di milioni che a malapena tampona le falle di migliaia di titoli che non vendono neppure una copia. Fiere del libro in cui migliaia di imprenditori e di operatori del settore tengono testa coraggiosamente alle minacce degli altri media, celebrando ogni anno con una punta di snobismo l’antico rito della lettura. In questo panorama ricco di luci e di ombre, l’editoria facsimilare è una goccia nel mare, una nicchia di mercato cresciuta in Italia negli ultimi anni a ritmi piuttosto sostenuti ma ancora spesso riguardata, anche dagli addetti ai lavori, con una certa sufficienza se non proprio con sospetto. Eppure, a pensarci bene, è proprio qui, in queste riproduzioni ormai pressoché perfette di antichi codici miniati, che il Vecchio Continente può riconoscere non solo il vertice assoluto della sua industria editoriale, l’apice di secoli e secoli di arte del libro, ma le radici stesse della sua identità storica e culturale. Amanuensi che diffondono tesori di sapienza scambiandosi i manoscritti per copiarli. Monasteri e università che custodiscono gelosamente per secoli i frutti dell’ingegno umano, consegnandoli ancora intatti alla nostra e alle future generazioni. Principi e sovrani che accumulano tesori miniati per bearsene personalmente o per mostrarli agli altri potenti della terra. Le origini della scienza, le grandi pagine della storia, i pilastri della fede vergati e illustrati con pazienza e maestria su annose e fragili pergamene. Insomma, un giacimento d’arte, di bellezza e di sapere che riaffiora dalle nebbie del Medioevo e dai lontani fulgori del Rinascimento per offrirsi alla nostra ammirazione e allo scrutinio degli specialisti con tutta la straordinaria portata di opere d’arte davvero “totali”. Tutto questo, e molto di più, è oggi l’editoria facsimilare. Un piccolo, prezioso tassello di identità comune su cui l’Europa può contare per costruire il proprio futuro.      
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