RITROVATO IL CODEX CALIXTINUS

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio 2011 i soliti ignoti avevano trafugato dall’archivio della Cattedrale di Santiago de Compostela il Codex Calixtinus, uno dei libri più preziosi del mondo. Ora l’azione degli investigatori preposti alla tutela del patrimonio artistico spagnolo ha portato al ritrovamento del volume, da cui non risulta asportato alcun foglio. Il timore, subito dopo il furto, era infatti che il manoscritto, come purtroppo ancora avviene, venisse mutilato delle sezioni più belle. Sarebbe stato un vero dramma, perché il codice è una delle opere più importanti del patrimonio librario iberico: uno spaccato della mentalità e delle consuetudini dell’Europa medievale in cui sono raccolti vari testi connessi con il culto di san Giacomo, la traslazione delle sue spoglie in Galizia, la liturgia di Santiago, gli itinerari ad uso dei pellegrini e alcune composizioni musicali in onore dell’apostolo, snodo cruciale per la ricostruzione della storia della polifonia occidentale. Nell’arco degli ultimi dodici mesi, di somma utilità – come sempre in questi casi – si è rivelata l’esistenza dell’edizione facsimilare, pubblicata nel 1993 dal Capitolo della Cattedrale di Santiago e da Kaydeda Ediciones di Madrid. Un’opera che ha consentito non solo di lanciare l’allarme in tutto il mondo, facilitando il ritrovamento del codice, ma anche di effettuare dopo il ritrovamento un accurato controllo sulle eventuali manomissioni subite dal manoscritto.

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