UN SAGGIO SUL NORTHUMBERLAND BESTIARY

Quando passò in asta da Sotheby’s, nel giugno del 2007, la notizia fece scalpore. Perché per acquisire il Northumberland Bestiary, gioiello della biblioteca di Alnwick Castle già passato di mano a sua insaputa diciassette anni prima, il direttore del Dipartimento Manoscritti del Getty Museum, Thomas Kren, non esitò a staccare un assegno di quasi sei milioni di dollari, proiettando il raffinato manoscritto nella hit-parade dei libri più costosi di tutti i tempi. Finiva così alla prestigiosa istituzione californiana l’ultimo grande bestiario medievale ancora in mani private: un codice gotico che nelle sue 74 carte, vergate e decorate in Inghilterra intorno al 1250, racchiude oltre cento animali reali e immaginari, descritti e illustrati secondo quel morbido, insinuante, sapiente intreccio di enciclopedismo prescientifico e allegorismo moraleggiante che caratterizza questo genere di produzione. Una vera Arca di Noè di uccelli, belve, pesci, rettili e ogni sorta di creature fantastiche, enumerate per celebrare le meraviglie del creato non meno che il messaggio spirituale, più o meno esplicito, in esse trasfuso dal divino creatore. A qualche anno da quella clamorosa acquisizione, il Northumberland Bestiary è stato oggetto di recente di un esauriente saggio di Cynthia White, docente di filologia classica all’University of Arizona di Tucson, che con mano sicura ci guida nei meandri di questa remota tradizione testuale e iconografica, fornendo altresì un’ampia selezione di immagini, una dettagliata descrizione di tutte le miniature e la trascrizione del testo latino con la traduzione inglese a fronte.

Il libro: Cynthia White, From the Ark to the Pulpit. An Edition and Translation of the Transitional Northumberland Bestiary (13th century), Brepols Publishers, Turnhout 2010, XXX+436 pp., 32 ill. b/n, € 55,00.

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