UN SAGGIO SULLA BIBBIA DI CLEMENTE VII

Dopo i fondamentali studi di Francesca Manzari e Maria Alessandra Bilotta, un nuovo, importante contributo di Cathleen A. Fleck, docente di storia dell’arte presso la Saint Louis University, getta nuova luce su una pietra angolare della produzione libraria realizzata per la corte pontificia durante la cattività avignonese: la splendida Bibbia dell’antipapa Clemente VII scritta e miniata a Napoli intorno al 1330 e conservata presso la Bibliothèque nationale de France (Ms. Lat. 18). Con un approccio accattivante e narrativo alle romanzesche vicende del codice, la studiosa ricostruisce le tappe e le modalità con cui la sfarzosa Bibbia, ricca di oltre duecento raffinatissime miniature, passò di mano in mano come un simbolo di potere e di prestigio, accrescendo il proprio valore non solo grazie al possesso da parte di vari papi e alla donazione, intorno al 1424, al re Alfonso d’Aragona, ma anche in virtù del suo splendido apparato illustrativo, in cui taluni motivi iconografici di carattere paesistico e visionario adombrano spunti di riflessione su argomenti politici e religiosi di stringente attualità.

Il libro: Cathleen A. Fleck, The Clement Bible at the Medieval Courts of Naples and Avignon. A Story of Papal Power, Royal Prestige, and Patronage, Ashgate, Farnham 2010.

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