UN VIAGGIO INFERNALE: LA “TERRIBILE STIPA DI SERPENTI”

Inferno, Canto XXIV. Dopo aver faticosamente raggiunto la settima bolgia (a sinistra e al centro), i due poeti incontrano le anime dei ladri, che “con serpi le man avean legate”. Quando i dannati sono morsicati dai serpenti, subito inceneriscono, per poi ricostituirsi in figura umana e dare nuovo inizio al tormento. Nella parte destra della scena sono raffigurati i tre stadi della terribile metamorfosi: il dannato trafitto dal serpente, il corpo che si fa di colore più grigio e infine – nell’angolo estremo – la polvere, le ossa e un teschio raccolti a terra.

Miniatura tratta dalla ‘Divina Commedia di Alfonso d’Aragona’ (XV secolo), British Library, Londra.

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