VERONA FESTEGGIA SAN ZENO: RISCOPRIAMO LA PALA DEL MANTEGNA

Oggi la città di Verona festeggia San Zeno (giorno della traslazione del corpo nella zona dell’attuale Basilica, avvenuta il 21 maggio 807). Cogliamo l’occasione per riscoprire una delle opere più importanti – e meno conosciute – del Rinascimento italiano: la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Realizzata a Padova tra il 1457 e il 1459, la Pala di San Zeno si pone a cerniera tra gli anni padovani della formazione di Andrea e la sua lunga stagione mantovana: la consapevolezza del giovane pittore è il frutto sia della lettura e meditazione delle opere di Donatello in Sant’Antonio e della realizzazione degli affreschi della cappella Ovetari agli Eremitani, sia della probabile influenza esercitata dalla solennità del luogo, dalla presenza a Verona delle testimonianze romane, richiamate nella struttura e nei particolari dell’opera, dalla cultura del committente Gregorio Correr, l’umanista veneziano abate commendatario di San Zeno.

Se gli elementi che la compongono sono propri dei polittici medievali, l’impaginazione unitaria e saldamente prospettica dell’opera ne fa la prima pala “moderna” nell’Italia settentrionale e uno dei più precoci esempi di “sacra conversazione”: al centro è la Madonna in trono, intorno alla quale sono raccolti a sinistra i santi Pietro, Paolo, Giovanni evangelista e Zeno e a destra Benedetto, Lorenzo, Gregorio nazianzeno, probabile intenso ritratto del committente, e Giovanni Battista. Le predelle, con la Preghiera nell’orto, la Crocifissione e la Resurrezione, con il loro formato molto più ridotto e la minuziosa e squisita pittura, sembrano invece contenere motivi di riflessione dottrinale; quelle attuali sono copie ottocentesche: le originali, asportate dai francesi, si trovano ora a Tours e a Parigi.

Fonte: www.comune.verona.it

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