IL MESE MALATICCIO: L’ICONOGRAFIA DI AGOSTO NEL MEDIOEVO

Altro che vacanze: nel Medioevo il mese di agosto era associato alla malattia e all’infermità. Ecco perché.

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Nel mese di agosto proseguono alcune delle attività agricole avviate a luglio (e di cui abbiamo parlato qui): la mietitura, la trebbiatura con il correggiato e il trasporto del fieno caratterizzano l’iconografia di questo mese con una certa frequenza, soprattutto nelle regioni d’Oltralpe, dove certi lavori sono posticipati rispetto all’Italia.

Nei codici miniati toscani e lombardi, invece, incontriamo due temi diversi. Il primo è anch’esso associato alle occupazioni del mondo rurale e illustra la confezione delle botti, destinate ad accogliere il vino che verrà preparato nel mese successivo. Ne abbiamo un esempio in questa miniatura di Michelino da Besozzo, con due contadini impegnati nella manutenzione di una grande botte…

… e in questa illustrazione, più tarda, nella quale per errore è stato raffigurato il segno zodiacale del Leone al posto della Vergine.

Più curiosa è invece l’associazione del mese di agosto alla malattia, ben documentata nei calendari di ambito toscano e lombardo nella seconda metà del Quattrocento. Il tema attinge a un modello iconografico diffuso nel mondo classico, che associava il mese di agosto agli effetti negativi della canicola estiva sulla salute dell’uomo.

La sofferenza provocata dalla calura e i malanni causati dagli influssi negativi degli astri determinarono in età medievale il passaggio all’equazione agosto/malattia, che trova conferma anche nella Disputatio di Bonvesin da la Riva, secondo il quale il mese è “infermizio” e si regge a una stampella.

Una fedele rappresentazione di queste parole si incontra nei cicli dei mesi affrescati nell’Italia settentrionale e in Svizzera: ecco il mese di agosto della chiesa di San Michele di Palagnedra (fine XV secolo), che procede sostenendosi a un bastone…

…e l’altrettanto infermo agosto della chiesa di Santa Maria del Castello a Mesocco (1459-1469).

Nei Libri d’Ore il tema viene sviluppato ulteriormente, con la scena della visita di un medico al paziente.

Nel Libro d’Ore di Lorenzo de’ Medici (fine XV secolo) vediamo un medico, vestito con l’ampia sopravveste rossa che contraddistingue la sua condizione professionale, in atto di esaminare le urine raccolte in un vaso di vetro al capezzale del paziente.

Nella scena delle Ore Medici-Rothschild si aggiungono due figure che conversano sulla soglia della camera del malato: una suora e un giovane ben vestito, forse un assistente del cerusico perché sembra tenere in mano un recipiente con le urine del malato, la cui condizione sociale è attestata dallo sfarzoso giaciglio di stile rinascimentale.

Ben più complessa è la rappresentazione del mese di agosto nel Libro d’Ore Torriani, che scandisce su piani distinti tre differenti scene facendo confluire nella stessa immagine diversi temi iconografici legati al mese di agosto.

Al centro della composizione, in primo piano, campeggia l’attività della preparazione delle botti, condotta da due contadini nel cortile di una dimora nobiliare.

Nella loggia sopra il cortile vediamo quattro personaggi, uno dei quali tiene in mano un bicchiere (probabilmente le urine del malato): la figura seduta e abbigliata di rosso è dunque da identificare con il medico, il cui cavallo è accudito da un giovane al piano di sotto.

Sullo sfondo a sinistra si svolge un banchetto: anche nel Medioevo, in agosto, c’era bisogno di un po’ di svago.

Il contenuto di questo articolo è tratto dal volume Il Libro d’Ore Torriani (Franco Cosimo Panini Editorecurato da Pier Luigi Mulas.

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