EDOARDO IL CONFESSORE

Edward

October 13 is the feast day of Edward the Confessor, the second-to-last Anglo-Saxon king of England ruling from 1042 to 1066. While many historians debate over his success as king, his very nickname suggests a quite fruitful spiritual legacy: Edward was in fact canonized as Saint in 1161, serving as one of England’s national saints until Saint George was declared national patron saint in 1350.

Edward is also the protagonist of his very own saga, the 14th-century Icelandic Játvarðar Saga: it is here that the king of England was first “transformed” from a simple, pious (but very normal) man into a miracle-working saint. One of these miracles is the one depicted in the illumination above, which involves the healing of a crippled beggar named Gillemichel (or Gilly Michael). According to legend, despite his wounds and severe impairments, the man had traveled from Ireland to Rome in search of a cure. There he had met with the Pope: the Holy Father told him that he would be cured only if King Edward would physically carry him from Westminster Hall to Westminster Abbey, in London. Having heard the story, Edward complied: he took the man, raised him on his back, and carried him to the altar of the Abbey. As the king lowered him back to the ground, Gillemichel found himself miraculously cured of his disability.

 

“Edward the Confessor and Gillemichel”, illumination from the manuscript “Life of Eustace and other saints”, ms. Egerton 745, f. 91r, first half of the 14th century, British Library, London.

 


 

Sul trono dal 1042 al 1066, Edoardo il Confessore fu il penultimo re anglosassone d’Inghilterra. Sebbene molti storici siano in disaccordo sul suo successo come sovrano, il suo stesso soprannome suggerisce un’eredità spirituale più che fruttuosa: Edoardo fu infatti canonizzato come santo nel 1161 (la sua festa ricade proprio oggi, il 13 ottobre), servendo come uno dei principali santi nazionali fino alla proclamazione di san Giorgio come santo patrono d’Inghilterra.

Edoardo è inoltre protagonista di una sua saga personale, l’islandese Játvarðar Saga (XIV secolo): è qui che il re viene “trasformato” per la prima volta da semplice uomo pio ad un prolifico operatore di miracoli. Uno di questi, raffigurato nella miniatura qui proposta, riguarda la guarigione di un mendicante gravemente invalido di nome Gillemichel (o Gilly Michael). Secondo la leggenda, nonostante le sue ferite e menomazioni, l’uomo avrebbe viaggiato fino a Roma in cerca di una cura: qui incontrò il Papa, che gli avrebbe garantito la guarigione solamente per mano di re Edoardo. Per fare ciò, sarebbe bastato che il re portasse fisicamente l’uomo dalla Westminster Hall (nell’odierno Palazzo del Parlamento) all’Abbazia di Westminster, a Londra. Venuto a conoscenza della storia, Edoardo acconsentì al suo ruolo: prese l’uomo, lo fece salire sulle proprie spalle e si diresse verso l’altare dell’Abbazia. Quando il re lo fece scendere a terra, infine, Gillemichel si ritrovò guarito dalla sua disabilità.

 

“Edoardo il Confessore e Gillemichel”, miniatura tratta dal manoscritto “Life of Eustace and other saints”, ms. Egerton 745, c. 91r, primo quarto del XIV secolo, British Library, Londra.

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