IL 14 LUGLIO 1454 NASCEVA IL POLIZIANO: 6 CURIOSITÀ SUL GRANDE POETA

Re del gossip nella Firenze del Quattrocento, intellettuale attaccabrighe e instancabile amatore: Angelo Ambrogini detto il Poliziano è stato uno dei maggiori umanisti e poeti del XV secolo, celebre per la sua erudizione e per aver composto opere in volgare (Le Stanze sono il suo capolavoro), in latino e in greco. Oggi però, in occasione dell’anniversario della sua nascita, lo celebriamo ricordando alcuni aspetti curiosi e meno noti della sua vita.

1. Il soprannome Poliziano deriva dalla sua città di origine, Montepulciano (latinizzata in Mons Politianus), dove nacque il 14 luglio 1454. Fu lo stesso poeta ad adottare questo pseudonimo.

2. A partire dal 1477 il Poliziano fu scelto da Lorenzo il Magnifico come precettore del figlio Piero, e andò a vivere nella dimora dei Medici. Qui però si iniziò presto a scontrare con la padrona di casa, Clarice Orsini: fu proprio l’aspra e nervosa moglie del Magnifico, che non condivideva i metodi educativi del poeta e lo trattava spesso con autoritaria durezza, a cacciarlo di casa nel maggio del 1479, dopo un litigo particolarmente violento.

3. Poliziano maestro del gossip. Poco noti ma estremamente curiosi sono i Detti piacevoli, composti tra il 1477 e il 1479: si tratta di una serie di aneddoti, facezie, favole e detti arguti, animati da un umorismo sottile e amaro. Protagonisti di questi aneddoti sono i personaggi fiorentini del tempo – tra cui Donatello, Botticelli e Marsilio Ficino – di cui sono spesso canzonate le avventure omoerotiche.

4. Lo stesso Poliziano aveva uno stile di vita piuttosto libertino e, nonostante il clima di relativa tolleranza proprio della Firenze medicea, ricevette ben due denunce per sodomia. Andrea Dazzi, prima amico del poeta e poi critico per la sua condotta morale, scrisse in un epigramma: «Vuoi sapere, Giacomo, quante preoccupazioni io abbia / Ne ho tante quanti capelli ha la testa, / quante onde ha il mare agitato dalla tempesta, […] quanti ragazzi incula il Poliziano».

5. Quel che si dice una testa calda. Lunga è la lista di “colleghi” contro cui il Poliziano si scontrò violentemente: da Giorgio Merula, che lo accusava di aver plagiato i suoi scritti nei Miscellanea, a Bartolommeo Scala, reo – secondo il poeta – di essersi arricchito indebitamente sfruttando la protezione offertagli dai Medici. Nelle querelle con altri intellettuali Poliziano si dimostrò spesso orgoglioso e superbo fino all’arroganza.

6. Le cause della morte di Poliziano, avvenuta nella notte fra il 28 e il 29 settembre del 1494, sono avvolte nel mistero: secondo alcuni storici morì avvelenato (come lasciano supporre gli elevati livelli di arsenico rinvenuti nei campioni di tessuti e di ossa prelevati dalle sue spoglie); secondo altri la causa della morte del poeta sarebbe la sifilide, trasmessagli dal suo giovane amante (anch’egli deceduto per la stessa malattia).

 

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