IL 7 LUGLIO 1573 MORIVA IL VIGNOLA: ECCO I SUOI 10 CAPOLAVORI

Oggi è l’anniversario della morte di Jacopo Barozzi detto il Vignola (dalla città dove nacque il 1° ottobre 1507), uno dei più grandi architetti del tardo rinascimento italiano. Il Vignola, attivo soprattutto a Roma e nel Lazio, si caratterizzò per l’innovativo modo di comporre e modulare le masse mediante l’applicazione degli ordini architettonici. Vediamo i suoi dieci capolavori da non perdere, con una sorpresa finale.

10. Palazzo Boncompagni-Benelli, Vignola
Il Palazzo sorge nel cuore della città d’origine del Barozzi e si segnala per la spettacolare scala elicoidale, che anticipa l’ardito scalone di Palazzo Farnese a Caprarola.

9. Orti Farnesiani, Roma
Purtroppo degli Orti Farnesiani, complesso cinquecentesco commissionato dal cardinale Alessandro Farnese, non resta più nulla. Realizzati dal Vignola tra il 1520 e il 1589, ricostruivano in forma di giardinaggio la pianta del palazzo di Tiberio. Paolo III li fece ornare con statue trasportate dalle vicinanze.

8. Chiesa di Santa Maria dell’Orto
La chiesa sorge a Trastevere e deve la sua origine a un miracolo che si sarebbe verificato alla fine del Quattrocento, con grande risonanza in tutto il rione. Per via del suo aspetto maestoso, la chiesa è stata scelta come set cinematografico per molti film, tra cui “Roma città aperta” di Roberto Rossellini.

7. Villa Giulia, Roma
La villa suburbana, oggi sede del Museo Nazionale Etrusco, fu voluta da papa Giulio III sull’area della Vigna Vecchia: ai lavori parteciparono anche Giorgio Vasari  e Bartolomeo Ammannati. La volumetria della villa si sviluppa lungo l’asse prospettico che dall’atrio termina nel ninfeo: lo spazio interno si espande nel verde simulato del portico, prosegue nella scenografia teatrale del cortile – fulcro spaziale del complesso – e si raccoglie nel segreto del ninfeo, facendo del giardino l’elemento coordinatore dell’insieme.

6. Chiesa di Madonna del Piano, Carpanica
La ristrutturazione della chiesa preesistente fu affidata al Vignola nel 1559, probabilmente per intercessione del Cardinale Farnese. Nel 1632 chiesa e parte del convento vennero interessati da un rovinoso crollo: la ricostruzione andò in parte a offuscare la purezza delle architetture del Vignola.

5. Villa Lante, Bagnaia
Ideata dal Vignola, con le due simmetriche palazzine, il giardino all’italiana e il gioco fantasioso delle acque, costituisce una delle più significative creazioni del tardo Rinascimento italiano. Il giardino all’italiana è uno dei più classici e famosi del genere e, con il suo disegno geometrico, risale scenograficamente il pendio della collina. Nel fondo sono le due palazzine, eleganti costruzioni simmetriche aperte al piano terra da logge a tre grandi arcate ciascuna, con un piccolo belvedere sopra il tetto.

4. Chiesa del Gesù (interno), Roma
È la principale chiesa dei Gesuiti a Roma, voluta da Ignazio di Loyola, e costituisce il prototipo degli edifici religiosi controriformisti. Fu iniziata nel 1568 su progetto del Vignola, a cui si deve la pianta a croce latina e l’ampia e luminosa navata fiancheggiata da cappelle comunicanti. L’interno è celebre anche per la volta affrescata (successivamente) dal Baciccia, dal sorprendente effetto di prospettiva aerea. Il cantiere fu completato da Giacomo della Porta, che aumentò l’altezza della navata e realizzò sia la cupola che la facciata in travertino.

3. Palazzo dei Banchi, Bologna
Il palazzo si affaccia su Piazza Maggiore, a lato della Basilica di San Petronio, e deve il suo nome alle botteghe di banchieri che si trovavano qui nel XV e XVI secolo. Il suo portico, detto “il Pavaglione”, è uno dei più famosi della città e collega Piazza Maggiore al Palazzo dell’Archiginnasio, antica sede dell’Università di Bologna.

2. Palazzo Farnese, Caprarola
Definito dai contemporanei come “il più bel palazzo del mondo”,  rappresenta forse il monumento più importante del manierismo e della cultura tardo-cinquecentesca italiana. Fu iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane e ultimato dal Vignola nel 1559-75, cui si deve la scelta della pianta pentagonale con bassi bastioni a terrazzo negli angoli. L’interno racchiude un cortile circolare di straordinaria bellezza e armonia. Dopo esservi stato, Carlo Borromeo esclamò: “Ma allora come sarà il Paradiso?”.

1. Torta Barozzi
Il nome del Vignola è legato anche a questo capolavoro della gastronomia emiliana. Lo storico dolce fu inventato a Vignola alla fine dell’Ottocento e prese il nome dell’architetto nel 1907, in occasione del quarto centenario dalla sua nascita. La ricetta esatta della torta è rigorosamente segreta.

 

 

 

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