Ebbene sì, Folia Magazine è finalmente tornato! E quale modo migliore per riprendere le nostre rubriche se non con il nostro amato Women's Wednesday?

La protagonista della settimana è divenuta celebre per aver abbandonato il tradizionale ruolo femminile dell'epoca, tagliandosi i lunghi capelli e imparando a cavalcare e a combattere in battaglia utilizzando lancia, spada, arco e frecce... tutto ciò per il bene della propria famiglia. No, non stiamo parlando di Mulan: ecco a voi Ipsicratea!

Sesta moglie di re Mitridate VI, Ipsicratea divenne regina del Ponto durante il primo secolo a.C.. Il suo amore per il re era così profondo che, quando quest'ultimo fu sconfitto in guerra dai Romani e in seguito esiliato, Ipsicratea decise di lasciare anch'essa il Ponto per seguire il marito e combattere insieme a lui sul campo. Nonostante le sue doti da guerriera, Ipsicratea fu ironicamente uccisa dallo stesso Mitridate durante un fallace tentativo di suicidio: pur avendo bevuto una dose di veleno e costretto la famiglia a fare altrettanto, il Re sopravvisse, portandosi però via le vite di molte delle mogli e dei figli.

In un passaggio particolarmente toccante e di alto valore artistico, Boccaccio trasporta il suo lettore nel vivo del campo di battaglia al fianco di Ipsicratea. Qui il poeta describe in modo vivido i suoni e le atrocità della guerra, così come le fatiche fisiche della donna, prima di allora abituata alla vita di corte e al suo ruolo di nobile. Le perle lasciano spazio al sangue, le melodie dei canti alle urla dei soldati morenti... mentre il cuore della Regina, pur di onorare il proprio amore, lascia spazio a quello d'acciaio di un cavaliere.


"Ipsicratea", miniatura tratta dal manoscritto “Des cleres et nobles femmes”, ms. Royal 20 C V, c. 119r, primo quarto del XV secolo, British Library, Londra

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