EBBRI NEL MEDIOEVO: QUAL È L’ORIGINE DELLA PAROLA “BIRRA”?

In occasione del 180° Oktoberfest di Monaco di Baviera – il primo Maßkrug sarà servito sabato 21 settembre – ripercorriamo la storia della birra nel medioevo, soffermandoci non tanto sulle tecniche di produzione, quanto sulle origini e l’evoluzione del suo nome: come si è arrivati dal latino “cervisia” all’attuale “birra”?

Partiamo da lontano: nell’antichità una bevanda simile alla birra era molto diffusa in Egitto ed era indicata dai Greci – non senza un certo disprezzo – con l’espressione “vino d’orzo”. Ne parla persino Eschilo nelle Supplici, quando, per sottolineare la fierezza del mondo greco, fa dire a un araldo: “Negli abitanti di questa terra troverete degli uomini sul serio e non gente che beve vino fatto con l’orzo!”. Insomma, per i Greci la birra – così poco alcolica – non era una bevanda da uomini, che dovevano preferirle il vino.

Il termine utilizzato dai Romani era invece “cervisia”, il cui riferimento a Cerere (dea delle messi e della fertilità) alludeva ancora una volta agli ingredienti utilizzati: frumento e orzo. A sua volta, il nome della dea derivava dalla radice indoeuropea *ker e significava “colei che ha in sé il principio della crescita”. Nelle cerimonie mistiche in suo onore che si svolgevano ogni primavera, venivano offerti frutti, animali e anche “succo d’orzo e di grano”.

Nei secoli successivi i termini derivati dall’evoluzione del latino “cervisia” sono rimasti in uso presso molti popoli europei: nel volgare italiano si parlava di “cervogia”, mentre in Francia fino al Seicento si utilizzava la parola “cerveise” (a cui si rifà il moderno “cervoise”, che indica la birra senza luppolo). Solo nella penisola iberica, con lo spagnolo “cervesa” e il portoghese “cerveja”, l’eredità latina si è mantenuta fino ad oggi.

A partire dal XVI secolo iniziarono a diffondersi in Italia e in Francia le varianti del termine “beor” o “bior”, di origine germanica: ed ecco spuntare la nostra “birra” e, oltralpe, la “bière”. La stessa origine dei termini ancora oggi usati in Gran Bretagna (“beer”), Irlanda (con il gaelico “beoir”), Grecia (“byra”), Romania (“bere”) e Turchia (“bira”). Ma qual è il significato dell’antica parola “beor”? Essa era utilizzato per indicare “una bevanda forte” e, probabilmente, fu derivato nel VI secolo dal latino “biber” (bevanda). Secondo altri l’origine è da ricondurre al protogermanico *beuwoz, proveniente da *beuwo (orzo).

Nella penisola scandinava e nei paesi baltici le cose andarono diversamente: qui – dove si utilizzano oggi le forme “Öl” (svedese), “Øl” (norvegese), Olut (finlandese) o “Alus” (lituano e lettone) – prevalse la radice indoeuropea *alu (la stessa da cui deriva l’inglese “ale”, che indica la birra ad alta fermentazione). La Russia, la penisola balcanica e alcuni paesi dell’Europa orientale preferirono invece il termine proto-slavo “pivo”, che, ancora una volta, indicava semplicemente “bevanda”.

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  1. Alessandro ALEX Carracini
    19 gennaio 2017 at 16:51 · Rispondi

    Per me, prossimo ottantenne in cerca di ristoro per la mente, questa carrellata di notizie è stata di grande conforto. Grazie ♡

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