I CAPOLAVORI DEGLI ESTE IN MOSTRA A VENARIA

La Reggia di Venaria riunisce i capolavori realizzati tra Cinque e Seicento per gli Este, duchi di Ferrara e Modena. Una dinastia di  mecenati che, per circondarsi delle migliori opere d’arte, non badava a spese.

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Inaugura sabato 8 marzo alla Reggia di Venaria la mostra “Gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena”, dedicata al collezionismo e al mecenatismo artistico della dinastia estense dal Cinquecento al Settecento.

Curata da Stefano Casciu, la mostra riunisce 90 capolavori realizzati per la dinastia emiliana: opere di Dosso Dossi, Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez e altri importanti maestri che documentano il (buon) gusto artistico degli Este e le ambizioni politiche della casata.

La mostra (catalogo Franco Cosimo Panini Editore) è ospitata nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria ed è visitabile fino al 6 luglio 2014.

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Il Rinascimento a Ferrara

La visita inizia con una selezione di opere simboliche della lunga storia dinastica degli Este, nonché dell’alto livello raggiunto dal mecenatismo della famiglia ducale nel corso del Quattrocento. Si entra nel vivo della mostra con l’inizio del principato di Alfonso I (regnante 1505-1534).

Opere di Tiziano, Antonio Lombardi e Dosso Dossi ricordano l’impegno profuso dal duca nella decorazione dei suoi celeberrimi “camerini d’alabastro”, e nello stesso tempo illustrano, assieme a volumi provenienti dalla Biblioteca Estense, lo stretto rapporto esistente fra la fantasia poetica dell’Ariosto, il massimo poeta della corte ferrarese, e l’estro dei pittori amati dagli Este.Este mostra Venaria

Il diverso orientamento del gusto nell’epoca di Ercole II (regnante 1534-1559), maggiormente rivolto ai pittori ferraresi e alle scuole pittoriche del centro Italia, è rappresentato dalle opere della Galleria Estense provenienti dalla camera della Pazienza (già nel castello Estense di Ferrara) e da alcune delle raffinate allegorie ispirate al mondo classico dipinte dagli artisti ferraresi per le nuove stanze del duca nel palazzo di Corte.

Durante il ducato di Alfonso II (regnante 1559-1597) Ferrara torna ai vertici della produzione letteraria e musicale europea, grazie alla presenza a corte di Torquato Tasso e ai raffinati “concerti delle dame principalissime” del seguito della duchessa Margherita Gonzaga, che intonavano madrigali accompagnandosi con strumenti preziosamente decorati come l’Arpa Estense, esposta in mostra accanto ai libretti e agli spartiti utilizzati dalle gentildonne.

Este mostra Venaria

Un’ampia selezione dei dipinti realizzati da Ludovico e Annibale Carracci in collaborazione con lo Scarsellino e altri pittori ferraresi per i soffitti degli appartamenti di Cesare d’Este e Virginia de’ Medici in Palazzo dei Diamanti a Ferrara, documentano l’ultima grande impresa artistica patrocinata dagli Estensi prima della Devoluzione di Ferrara del 1598 e del forzato trasferimento a Modena della capitale e delle collezioni principesche.

Este mostra Venaria

Una nuova capitale

Il passaggio a Modena del duca Cesare (regnante 1598-1628) vede, dal punto di vista del collezionismo artistico, dapprima una continuità -venata di nostalgia- della committenza ai pittori già attivi per la corte ferrarese, ora attivi per la nuova residenza modenese, in particolare lo Scarsellino.

Sarà il nipote Francesco I, il primo degli Este nato a Modena e il cui lungo regno (1610-1658) seguito al breve ducato del padre Alfonso III domina il Seicento modenese, a fare della magnificenza delle raccolte d’arte, dei nuovi edifici e delle loro splendide decorazioni a fresco e a stucco uno degli strumenti predominanti anche della sua azione politica e diplomatica.

Este mostra Venaria

Le residenze ducali di Modena e Sassuolo videro attivi al tempo di Francesco I artisti di fama europea, chiamati soprattutto da Roma alla ricerca di uno splendore barocco che fosse specchio e rappresentazione del potere ducale. Molti altri artisti viventi di fama furono corteggiati dal duca e dai suoi agenti per ottenere dipinti per le raccolte palatine.

Contemporaneamente la spasmodica ricerca sulle principale piazze italiane di dipinti degli antichi maestri, soprattutto del Cinquecento, fece in breve tempo assurgere la galleria ducale a vertici di splendore mai più raggiunti in seguito, suscitando l’ammirazione di tutti i viaggiatori europei.

In mostra opere del Guercino, Guido Reni, Jean Boulanger (principale artefice attivo nella nuova delizia di Sassuolo), Salvator Rosa, Diego Velázquez si accompagnano quindi a capolavori dei grandi maestri del Cinquecento, soprattutto dell’Italia settentrionale, che Francesco I ricercò avidamente per la sua Galleria ducale.

Este mostra Venaria

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Il tramonto di una dinastia

Con la cosiddetta “vendita di Dresda” (1746), i cento maggiori capolavori della galleria ducale di Francesco I d’Este avrebbero lasciato per sempre Modena, chiudendo così un’età di splendore, andando a costituire il cuore della nascente collezione di Augusto III di Sassonia (ed oggi della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda).

Ma nel corso della seconda metà del Seicento la corte Estense di Modena favorì ancora un’interessante attività artistica ad opera di notevoli pittori locali. In mostra, questa fase finale del collezionismo degli Este è documentata da affascinanti nature morte e da spettacolari esemplari dell’arte così rara degli strumenti musicali, che furono una delle passioni del duca Francesco II (regnante 1662 – 1694).

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