20 SETTEMBRE 1378: LO SCISMA CHE DIVISE LA CHIESA IN DUE (E POI IN TRE)

Il 20 settembre 1378 i cardinali francesi elessero un nuovo papa, Clemente VII, in contrapposizione al pontefice già in carica, Urbano VI. Aveva così inizio lo Scisma d’Occidente, destinato a durare quasi quarant’anni e a dividere in due – e per un breve periodo persino in tre, quando si aggiunse un terzo papa – l’intera Europa.

All’origine della crisi vi fu prima di tutto l’abbandono di Avignone e il ritorno della sede apostolica a Roma nel 1377. Ma ciò che i cardinali francesi non digerirono fu l’elezione, avvenuta l’anno dopo, dell’italiano Bartolomeo Prignano, che avrebbe preso il nome di Urbano VI. La scelta del nuovo papa avvenne in una situazione molto confusa, con il popolo romano che minacciava rivolte se non fosse stato eletto un pontefice romano, o almeno italiano. Fin da subito Urbano VI si propose di ridimensionare il ruolo dei cardinali nel governo della Chiesa – che negli ultimi decenni erano diventati sempre più influenti – e al tempo stesso intraprese una politica fortemente filo-italiana nella nomina dei nuovi prelati. Per i francesi era troppo: dopo essersi rifugiati ad Anagni, i cardinali riunirono a Fondi un nuovo conclave e, sostenendo che l’elezione di Urbano VI era da ritenersi nulla perché avvenuta in un clima di violenza, elessero il “loro” papa: il ginevrino Clemente VII. Mentre Roma si affrettava a condannare come antipapa il neoeletto Clemente VII, quest’ultimo provvedeva a trasferire la sua residenza ad Avignone.

Qual era il papa legittimo? Le monarchie europee si divisero, alcune scegliendo il papa romano (Impero, Inghilterra, Polonia e Italia settentrionale), altre il papa avignonese (Francia, Scozia, Castiglia e Aragona). La contrapposizione si protrasse anche dopo la morte dei due pontefici, dal momento che entrambe le Chiese nominarono dei successori. La situazione si complicò ulteriormente nel 1409, quando cardinali di entrambi gli schieramenti presero l’iniziativa di convocare un concilio a Pisa, confidando di sanare la frattura che durava già da trent’anni: il concilio nominò un nuovo pontefice (l’arcivescovo di Milano Pietro Filargis, con il nome di Alessandro V) e dichiarò decaduti gli altri due, nessuno dei quali però riconobbe la legittimità di una tale decisione. L’Europa si ritrovò così con tre papi.

Per la ricomposizione del Grande Scisma bisogna aspettare il 1417, quando il Concilio di Costanza elesse, quasi all’unanimità, il cardinale Ottone Colonna con il nome di Martino V.

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