COS’ERANO LE STELLE CADENTI PER GLI UOMINI DEL MEDIOEVO?

Anime in volo, lapilli lunari, lacrime di un santo: sono solo alcune delle fantasiose interpretazioni che, dal medioevo all’età moderna, sono state date alle stelle cadenti. E mentre anche quest’anno ci prepariamo allo spettacolo delle Perseidi (il cui picco è stimato per il 12 agosto, con più di cento stelle cadenti osservabili ogni ora), scopriamo alcune leggende sull’origine delle meteore.

Nel medioevo, la credenza popolare voleva che le scie luminose delle stelle cadenti fossero gli spostamenti nel cielo dalle anime dei defunti. Un’altra interpretazione è che fossero le anime del Purgatorio che, nell’ascesa verso il Paradiso, invocano la recita di un “Padre Nostro”. Lo stesso Dante ricorre all’immagine della stella cadente per descrivere il repentino sopraggiungere di un’anima, che si rivelerà quella dell’antenato Cacciaguida, nel XV canto del Paradiso:

Quale per li seren tranquilli e puri
discorre ad ora ad or subito foco,
movendo li occhi che stavan sicuri,

e pare stella che tramuti loco,
se non che da la parte ond’e’ s’accende
nulla sen perde, ed esso dura poco…

Tra i dotti del medioevo, comunque, per le stelle cadenti esisteva una spiegazione “scientifica”. Poiché la visione aristotelica dell’Universo non ammetteva l’esistenza di corpi che potessero attraversare le sfere celesti, alle meteore era attribuita un’origine atmosferica (fenomeni simili a tuoni e a fulmini) o terrestre (materiali eruttati da vulcani e trasportati a grandissime distanze). Anche quando nel 1794 fu dimostrata la natura non terrestre delle stelle cadenti, si continuò per molto tempo a escluderne l’origine cosmica: divennero nientemeno che materiali eruttati da vulcani lunari in epoca remota, la cui caduta sarebbe stata ritardata dalla rotazione terrestre.

Nota a tutti, invece, è la tradizione cristiana che lega lo sciame estivo delle Perseidi al martirio di san Lorenzo (morto il 10 agosto 258), secondo la quale le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio. Un’altra credenza associa le meteore alle scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo: ancora oggi in Veneto un proverbio recita “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”.

Paradossalmente, proprio questa credenza è più vicina di altre alla verità scientifica: le stelle cadenti – lo ricordiamo – sono piccole particelle della dimensione di un granello di sabbia che si incendiano entrando nell’atmosfera, fino a diventare polvere finissima.

Immagine tratta dalla “Divina Commedia” – MS. Holkham misc. 48 (terzo quarto del XIV secolo), Bodleian Library, Oxford.

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