POSCIA, PIÙ CHE ‘L DOLOR, POTÉ ‘L DIGIUNO

Morte di Ugolino della Gheradesca

“Death of Ugolino della Gheradesca”, by Priamo della Quercia, illumination from a copy of the Divine Comedy, ms. Yates Thompson 36, f. 61r, between 1444 and ca. 1450, British Library, London.

«[…] “When we came
To the fourth day, then Gaddo at my feet
Outstretch’d did fling him, crying, ‘Hast no help
For me, my father!’ There he died; and e’en
Plainly as thou seest me, saw I the three
Fall one by one ’twixt the fifth day and sixth:
Whence I betook me, now grown blind, to grope
Over them all, and for three days aloud
Call’d on them who were dead. Then, fasting got
The mastery of grief.»

Dante Alighieri, The Divine Comedy, Inferno (Canto XXXIII, ln. 65–74)
Translation by Henry F. Cary, The Harvard Classics, 1909–14.

 


 

“Morte di Ugolino della Gheradesca”, di Priamo della Quercia, miniatura tratta da una dopia della Divina Commedia, ms. Yates Thompson 36, c. 61r, fra il 1444 e il 1450 circa, British Library, Londra.

«Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
dicendo: “Padre mio, ché non mi aiuti?”.

Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid’io cascar li tre ad uno ad uno
tra ’l quinto dì e ’l sesto; ond’io mi diedi,

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Poscia, più che ’l dolor, poté ’l digiuno».

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno (Canto XXXIII, versi 67–75)

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