VIAGGIO IN ITALIA: IL DUOMO DI MODENA

Parte oggi il Festival della Filosofia, che per tutto il weekend riempirà di idee e parole le piazze di Modena, Carpi e Sassuolo. Un’appuntamento – consigliatissimo anche a chi la filosofia a scuola non l’ha mai capita – che quest’anno sarà interamente dedicato al tema dell’amare. Tra un filosofo e l’altro, non dimenticate di visitare una delle chiese più importanti dell’architettura romanica di tutta Europa: quello straordinario “libro di pietra” che è il Duomo di Modena.

Tutte le immagini sono tratte da Il Duomo di Modena (Franco Cosimo Panini Editore, collana “Mirabilia Italiae”).

Espressione della nascente civiltà comunale, il Duomo di Modena, eretto nel XII secolo sull’area di una chiesa paleocristiana, è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”.
Alla sua realizzazione sono legati i nomi dell’architetto Lanfranco, responsabile della progettazione dell’architettura della nuova chiesa, e dello scultore Wiligelmo, al quale si devono invece i rilievi marmorei dell’esterno dell’edificio. Sono questi, con la loro dinamica e intensa plasticità e la toccante capacità narrativa, che fanno del Duomo una grande biblia pauperum di pietra, realizzata da un grande protagonista dell’arte romanica.
Altri interventi di grande fascino sono quelli del cosiddetto “Maestro delle Metope”, con le sue creature mostruose fantastiche che scandiscono i salienti del tetto, e dei maestri che lavorarono alla Porta dei Principi, realizzando l’architrave decorato con episodi della vita di San Geminiano, e gli allievi di Wiligelmo che realizzarono il portale istoriato della porta della Pescheria.
L’interno, raccolto e austero, ospita a sua volta capolavori come il Presepe in terracotta di Antonio Begarelli, il pulpito di Enrico da Campione e il pontile realizzato dalle stesse maestranze campionesi che lavorarono anche alla facciata, fino a scendere nella cripta che custodisce le reliquie di san Geminiano e il gruppo scultoreo della Madonna della Pappa, uno dei vertici della scultura in terracotta di Guido Mazzoni.

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