Il Duomo di Modena

Modena 23 maggio 1099: iniziano ufficialmente i lavori per la costruzione del Duomo di Modena. I fatti riguardanti la progettazione e la costruzione del Duomo sono arrivati fino a noi grazie ad un documento di poco successivo, la Relatio de innovatione ecclesie Sancti Geminiani, manoscritto conservato presso l'Archivio Capitolare della città. Secondo quanto narrato nella Relatio, sono i cittadini stessi a richiedere, insieme al clero, la costruzione di una nuova cattedrale per poter ospitare al meglio le spoglie del santo patrono della città, san Geminiano; l'incarico viene quindi affidato a Lanfranco, un architetto pressoché sconosciuto denominato "mirabilis artifex" all'interno del manoscritto. Iniziati già nella giornata del 23 maggio, i lavori prendono definitivamente il via con la posa della prima pietra il successivo 9 giugno 1099; a supervisionare la creazione del Duomo vi è, insieme a Lanfranco, lo scultore Wiligelmo, autore dei numerosi bassorilievi che decorano la facciata dell'edificio. Complice il ritrovamento di marmi antichi di origine romana, i lavori procedono a ritmo serrato e, a soli sette anni dall'inizio della sua edificazione, la nuova cattedrale è pronta per ospitare le reliquie del santo patrono. Ad officiare la traslazione dei resti di san Geminiano giunge da Roma lo stesso papa, Pasquale II: chiamato dalla contessa Matilde di Canossa, il pontefice riconosce le spoglie del santo e consacra l'altare del Duomo di Modena nell'ottobre del 1106. La costruzione del Duomo si può dire completata nel 1184, anno in cui papa Lucio III consacra definitivamente l'edificio. Le miniature della Relatio qui proposte rappresentano una vera e propria cronaca di quanto descritto all'interno del codice stesso: Lanfranco stesso viene infatti raffigurato mentre dirige i lavori, con gli operai dapprima al lavoro sulle fondamenta (in alto) ed in seguito sull'innalzamento delle pareti dell'edificio (in basso). Nella carta 9r, invece, sono rappresentati l'incontro fra il papa e Matilde di Canossa e la traslazione delle spoglie di san Geminiano. Dal 1997 il Duomo di Modena fa parte, così come la torre Ghirlandina e l'adiacente Piazza Grande, dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Matilde Modena   Miniature tratte dal manoscritto "Relatio de innovatione ecclesie Sancti Geminiani ac de translatione eius beatissimi corporis", ms. O.II.11, c. 0 e 9r, XII-XIII secolo, Archivio Capitolare, Modena.
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