VIAGGIO IN ITALIA: LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI A PADOVA

Questo weekend siamo a Padova per ammirare uno dei cicli pittorici più emozionanti della storia dell’arte: la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto. Su queste pareti prosegue quella “rivoluzione visiva” esplosa ad Assisi, che si manifesta qui con il più marcato plasticismo delle figure, con invenzioni sorprendenti (come gli spettacolari trompe-l’œil), con il primo bacio dell’arte italiana. Buona visita.
(Vi ricordiamo che le visite “last minute” non sono possibili: per ammirare la Cappella degli Scrovegni occorre prenotare alcuni giorni prima.)

Tutte le immagini sono tratte da La Cappella degli Scrovegni a Padova (Franco Cosimo Panini Editore, collana “Mirabilia Italiae”).

La cappella voluta dal ricco banchiere Enrico Scrovegni e interamente affrescata da Giotto è uno dei capolavori dell’arte di tutti i tempi. Seguendo un raffinato progetto decorativo teologico di matrice agostiniana, l’artista toscano sfruttò tutti gli spazi dell’edificio per illustrare le storie della Vergine e di Cristo, completate da un Giudizio Universale il cui Paradiso è la logica conclusione di un percorso di salvezza cristiana.
Si tratta di un ciclo in cui il pittore dimostra di avere raggiunto una piena maturità espressiva, riscontrabile in figure di straordinaria forza plastica, nella gestione sapiente dello spazio e delle architetture, nei dettagli che arricchiscono le scene e rendono vibrante e immediata la narrazione. Emerge così dagli affreschi un mondo straordinariamente realistico, nel quale i personaggi sacri sono resi in tutta la loro umanità, come nell’Incontro tra Gioacchino e Anna, in cui è dipinto il primo bacio della storia dell’arte italiana, e dove la sapienza della composizione genera gli effetti drammatici della Cattura di Gesù, dove il confronto tra Giuda e il Messia è il fulcro verso cui convergono le azioni di tutti gli altri personaggi.
Completa la straordinaria decorazione il trittico di sculture di Giovanni Pisano collocato sull’altare, davanti al sepolcro di Enrico Scrovegni, di mano ignota.

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