Codex Purpureus Rossanensis: com’è nato il facsimile

La realizzazione del facsimile del Codex Purpureus Rossanensis ha costituito una nuova sfida per Franco Cosimo Panini Editore, che ha dedicato un intero anno a questo progetto.

Dalla scelta del supporto cartaceo allo sviluppo di tecniche di stampa ad hoc, tutto ha contribuito alla produzione di un facsimile unico nel suo genere – unico a partire dalla limitatissima tiratura, solo 5 copie realizzate per il Museo del Codex ad esclusivo uso scientifico ed espositivo, due delle copie verranno donate rispettivamente a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per la prima volta come supporto di stampa è stata scelta la carta pergamenata, che ha aggiunto alla riproduzione ulteriore ricchezza a livello tattile, oltre a garantire la consueta massima fedeltà cromatica delle nostre edizioni.

Date le caratteristiche del manoscritto originale, sono state studiate innovative tecniche di stampa: il ridotto numero di copie ha imposto la scelta della stampa digitale, che ha dato in ogni caso ottimi risultati nella resa finale. La pergamena purpurea è stata riprodotta perfettamente in ogni sua sfumatura e gli inchiostri d’oro e d’argento hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche anche nel facsimile.

Accanto agli sviluppi tecnologici portati da questo nuovo progetto, il lato artigianale delle nostre riproduzioni è stato mantenuto grazie alla legatura fatta a mano dalla Bottega dei Gozzi, i cui esperti hanno riprodotto fedelmente la legatura conservativa che è stata data al Codex al termine dell’importante restauro cui il manoscritto è stato sottoposto negli ultimi anni.

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