5-Cerere-9v Come ogni mercoledì la nostra pagina dà il benvenuto ad una nuova Mulier Clara: oggi è il turno di Cerere, la dea della fertilità dei campi solitamente raffigurata con in mano una falce e circondata da spighe di grano. Il nome Cerere trova origine nella stessa radice indoeuropea -kehr (saziare, nutrire) da cui derivano i verbi “creare" e “crescere"; la dea è infatti considerata la protettrice dei raccolti e dell’agricoltura. I suoi devoti credevano inoltre che fosse stata Cerere stessa ad insegnare agli uomini come coltivare i campi, favorendo così il progresso della società. Nel De Mulieribus Claris Boccaccio illustra come l’avvento dell’agricoltura abbia migliorato la vita degli uomini, che da “rozzi” diventarono “civili”, trasformando terre selvagge in bellissimi campi e ricche città. Lo scrittore, tuttavia, sottolinea come questa innovazione abbia avuto un effetto collaterale. Secondo Boccaccio fu infatti la divisione dei campi a portare alla proprietà privata e con essa alle disparità: ricchezza, pigrizia e lussuria da un lato, servitù, povertà e fame dall’altro. “Cerere”, miniatura tratta dal manoscritto “Le livre de femmes nobles et renomées”, ms. Royal 16 G V, c. 9v, 1440 circa, British Library, Londra.
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