Eccoci a un altro appuntamento con il nostro Women's Wednesday! L'ospite della settimana è Claudia Quinta, una donna romana che, con le sue sole forze (letteralmente!), riuscì a salvarsi dalle malelingue e a diventare un simbolo di grandezza per tutte le donne romane.

Attorno al 200 a.C., una matrona romana come Claudia Quinta non poteva che fare discutere: bellissima per natura, la donna era solita indossare numerosi gioielli e un trucco marcato. Per questo motivo, Claudia si ritrovò spesso vittima dei pettegolezzi e venne più volte accusata di lascivia. Nel 204 a.C., tuttavia, un oracolo scelse proprio Claudia Quinta come la "castissima femina" che avrebbe accolto a Roma la statua della dea Cibele in arrivo dalla Grecia. Risalendo il Tevere, l'imbarcazione che trasportava la statua si incagliò però in una secca del fiume. Claudia non si perdette d'animo e, al contrario, pregò la dea perché le venisse in aiuto; legò quindi la propria stessa cintura alla barca, riuscendo miracolosamente a liberarla e a trarla in salvo senza alcuno sforzo.


“Claudia Quinta”, miniatura tratta dal manoscritto “Cas des nobles hommes et femmes”, ms. Français 12420, f. 116r, 1401-1500, Bibliothèque Nationale de France, Département des Manuscrits, Parigi.

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