È possibile perdonare il tradimento? Molti probabilmente lo riterrebbero impossibile o persino ingiusto, ma il nostro caro Boccaccio sembra pensarla diversamente. La storia di Emilia Terzia, che vi racconteremo oggi, è un perfetto esempio della sua opinione in materia.

Figlia di Lucio Emilio Paolo, Emilia sposò un altro celebre generale romano, Scipione l'Africano. Nonostante il loro matrimonio fosse inizialmente molto felice, con il passare del tempo e lo svanire della bellezza della moglie, Scipione finì per farsi ammaliare da altre donne. Iniziò quindi una relazione clandestina con una serva, che tuttavia non passò inosservata agli occhi di Emilia.

Ad ogni modo, pur consapevole del tradimento del marito, decise di tenerlo nascosto e di accettarlo, preservando la sua reputazione dalle malelingue. Ma ciò che la rende ancora più degna delle lodi di Boccaccio è la generosità con cui, dopo la morte del marito, decise di liberare la sua amante dalla schiavitù e darla in sposa ad un uomo di fiducia.

Il modo in cui Boccaccio esalta Emilia per aver accettato in silenzio l'infedeltà del marito può apparire un po' sessista ai lettori di oggi. Bisogna tener conto però che si tratta di un uomo del Trecento e che il profondo interesse dell'autore per le figure femminili precorre decisamente i suoi tempi!


“Emilia”, miniatura tratta dal manoscritto “Le livre de femmes nobles et renomées”, ms. Royal 16 G V, f. 88v, 1440 circa, British Library, Londra.

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