EVA

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How could we not open our Women’s Wednesday column if not with the very first woman, Eve? The myth of Eve was surely a heavy one for women through history, especially in Catholic medieval Europe; the First Woman is usually portrayed as no more than a temptress to Adam and considered the proof of (or the excuse for) the inferiority of women to men.

Boccaccio, however, offers us an unusually soft portrayal of Eve: in his description, the author praises Eve for her beauty and perfection (as a direct creation by the hands of God himself), all unknown to any other human after her. Moreover, the narration of the Original Sin mainly focuses on the Devil (here referred to as “the Enemy”) being jealous of Adam and Eve’s happiness, thus deceiving a naive woman with no evil intention.

Although the iconography has always mostly depicted the Devil as a snake, it is interesting to notice how some artists decided to portray the serpent as a dragon-like monster; the original Hebrew word, nachash (נחש‎), is in fact used in the Bible for both snakes and sea monsters like the Leviathan.

 

“Eve”, illumination from the manuscript “Cas des nobles hommes et femmes”, ms. Français 12420, f. 6v, 15h century, Bibliothèque Nationale de France, Département des manuscrits, Paris.

 


 

Come potevamo aprire l’appuntamento con il nostro Women’s Wednesday se non con la prima donna, Eva? Il mito di Eva è stato nei secoli una pesante eredità per le donne, soprattutto nell’Europa cristiana del Medioevo; la Prima Donna è solitamente rappresentata come poco più che la tentatrice di Adamo, oltre ad essere considerata la prova (o la scusa) dell’inferiorità femminile nei confronti dell’uomo.

Boccaccio, tuttavia, ci offre una descrizione di Eva insolitamente delicata: nella sua opera, l’autore loda Eva per la sua bellezza e la sua perfezione (in quanto creata da Dio con le sue stesse mani), qualità sconosciute a qualsiasi essere umano dopo di lei. Il racconto del Peccato Originale, inoltre, si concentra prevalentemente sulla gelosia del Diavolo (che qui riceve l’appellativo de “il Nemico”) per la felicità di Adamo ed Eva, gelosia che lo spinge ad ingannare una donna che, seppure ingenua, non avrebbe avuto malvagie intenzioni.

Nonostante l’iconografia abbia sempre ritratto il Diavolo prevalentemente con le fattezze di un serpente, è interessante notare come alcuni artisti abbiano deciso di raffigurarlo come un mostro più simile ad un drago; la parola ebraica originale, nachash (נחש‎), è infatti usata nella Bibbia per descrivere sia i serpenti che i mostri marini come il Leviatano.

 

“Eva”, miniatura tratta dal manoscritto “Cas des nobles hommes et femmes”, ms. Français 12420, c. 6v, XV secolo, Bibliothèque Nationale de France, Département des manuscrits, Parigi.

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