LE VANITÀ

On February 7, 1497 (Mardi Gras day), Girolamo Savonarola’s bonfire of the Vanities took place in Piazza della Signoria, Florence. Inspired by the Dominican friar’s predicaments against Florence’s artistic and cultural mundanity during the time of the Medici rule, in fact, his followers publicly burned thousands of object believed to be sinful – or potentially so: luxury clothing, instruments, musical scores, cosmetics, mirrors, books, and even paintings thus went lost in Savonarola’s “moralizing” flames. Sandro Botticelli himself, once part of the very Medicean court that was so strongly despised by Savonarola, obliged the friar’s urge to burn some of his more profane and mythological paintings; other artists, such as Baccio della Porta and Lorenzo di Credi, followed his example. Among manuscripts, those of Ovid, Dante, and Boccaccio were especially targeted.

The Church was, predictably, soon worried by Savonarola’s influence. Despised by Pope Alexander VI and excommunicated in May 1497, the Dominican friar was finally executed in 1498; following his demise, the Church ordered for all of his writings to be confiscated and destroyed – thus bringing the events of the fire to an ironic end.

 

Illumination from the manuscript “Lancelot du Lac”, ms. Additional 10293, f. 266r, ca. 1316, British Library, London.

 

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Il 7 febbraio 1497, nel giorno del martedì grasso, ebbe luogo il grande falò delle vanità organizzato da Girolamo Savonarola presso Piazza della Signoria a Firenze. Qui, spinti dalle sue prediche contro la mondanità dell’arte e della cultura fiorentina sotto il dominio dei Medici, i seguaci del frate domenicano misero pubblicamente al rogo migliaia di oggetti considerati peccaminosi o potenzialmente tali: abiti di lusso, spartiti e strumenti musicali, cosmetici, specchi, libri e persino dipinti vennero così distrutti fra le fiamme “moralizzatrici” del Savonarola. Lo stesso Sandro Botticelli, un tempo parte della stessa corte medicea tanto criticata dal Savonarola, bruciò alcuni suoi dipinti raffiguranti scene mitologiche e profane; insieme a lui altri artisti, fra i quali Baccio della Porta e Lorenzo di Credi, gettarono parte delle loro opere. Particolarmente colpiti furono anche numerosi scritti di Ovidio, Dante e Boccaccio.

L’influenza di Savonarola preoccupò, prevedibilmente, la Chiesa. Guadagnatosi il disprezzo di papa Alessandro VI e scomunicato nel maggio 1497, il frate domenicano venne infine giustiziato l’anno seguente; in seguito alla sua esecuzione, la Chiesa ordinò che tutti i suoi scritti fossero confiscati e distrutti, ponendo così fine alla vicenda con un’ironica controcensura.

 

Miniatura tratta dal manoscritto “Lancelot du Lac”, ms. Additional 10293, c. 266r, 1316 circa, British Library, Londra.

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