flora

Saremo anche in pieno inverno, ma il Women's Wednesday non aspetta tempo: la protagonista di questa settimana è Flora, dea della primavera e dei fiori. Ma... siamo sicuri che fosse una dea?

Boccaccio, infatti, ritrae una donna ben diversa dalla nobile, regale ninfa che siamo abituati a vedere nell'arte - come nella Primavera di Botticelli. Secondo la sua versione, Flora non sarebbe stata altro che una prostituta senza scrupoli che, avendo guadagnato enormi ricchezze, alla sua morte le donò totalmente alla città di Roma. Desiderando che il suo nome venisse ricordato per sempre, chiese che con i suoi soldi fossero istituiti in suo onore una festività e dei giochi, i Floralia: durante questi giochi, le prostitute della città erano solite danzare nude o offrire delle specie di spogliarelli. Con il tempo, tuttavia, i Romani iniziarono a vergognarsi delle origini della festività: fu così che inventarono il mito secondo cui Flora fosse in realtà una bellissima ninfa, diventata una vera e propria dea in seguito al suo matrimonio con il dio del vento, Zefiro.


“Flora”, miniatura tratta dal manoscritto “De Mulieribus Claris”, decorato da Robinet Testard, ms. Français 599, c. 56v, 1488-1496, Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Parigi.

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