JAN HUS

Jan Hus

July 6, 1415: Jan Hus, the Czech theologian now considered to be one of the main predecessors of the Reformation and Protestantism, is burned at the stake.

The 15th-century Catholic Church was living a time of great struggle, following the Papal Schism of 1378 and the election of a third “antipope” in 1409: this had led to a traffic of indulgences in order to raise money for crusades between the various factions. Around the same time, Prague and its University were condemned by the Church for their support to the theories of John Wycliffe, an English scholar attacking the privileged status of the clergy and advocating for translation of the Bible into vernacular. Hus, having served as rector of the University and as preacher and priest in the local Bethlehem Chapel, constantly addressed both issues and was very vocal against the impositions and the hypocrisies of the Church.

In 1414 a general council was held in Constance and Jan Hus agreed to attend, hoping to discuss and put an end to all dissensions. On November 27, however, Hus was deceitfully arrested and incarcerated. Asked to recant his “heretical” teachings and ideas, Hus refused and, on July 6, was officially condemned. While Hus prayed God to forgive his accusers, a paper hat showing the drawing of three demons (along with the inscription “Haeresiarcha“) was put upon his head: Hus was then led to the place of his execution, where he was finally burned at the stake.

As he died, Hus (“Hus” signifying “goose” in the Bohemian language) allegedly pronounced his last words:«You may roast the goose, but a hundred years from now a swan will arise whose singing you will not be able to silence». A century later, incidentally, Martin Luther would claim the swan as his own symbol.

 

“Execution of Jan Hus”, illumination from the manuscript “Amtliche Berner Chronik, vol. 1” by Diebold Schilling, ms. Mss.h.h.I.1, f. 183r, Burgerbibliothek, Bern.

 


 

6 luglio 1415: Jan Hus, teologo ceco considerato oggi uno dei principali precursiori della Riforma Protestante, è condannato al rogo.

La Chisa Cattolica del XV secolo si trovava nel pieno di una crisi, scatenatasi nel secolo precedente con lo Scisma Papale del 1378 e ulteriormente peggiorata con l’elezione di un terzo “antipapa” nel 1409: il traffico di indulgenze, di conseguenza, era stato intensificato con lo scopo di finanziare crociate fra le diverse frazioni. Nello stesso periodo, la città di Praga e la sua Università furono condannate dalla Chiesa a causa della loro vicinanza alle teorie di John Wycliffe, uno studioso inglese che predicava contro i privilegi del clero e a favore della traduzione della Bibbia in volgare. Hus, essendo stato rettore dell’Università e servendo come prete e predicatore nella locale Cappella di Betlemme, era solito affrontare spesso entrambi i temi, criticando aspramente le imposizioni e le ipocrisie della Chiesa.

Nel 1414 fu convocato a Costanza un consiglio generale a cui Hus acconsentì di partecipare, sperando così di affrontare e mettere fine a tutte le discussioni; il 27 novembre, tuttavia, Hus fu arrestato e incarcerato con l’inganno. Alla richiesta di abiurare le proprie idee e le proprie prediche, Hus si rifiutò e fu ufficialmente condannato a morte il 6 luglio 1415. Mentre pregava Dio perché perdonasse i suoi aguzzini, gli venne posto sul capo un cappello di carta decorato con tre diavoli neri e la scritta “Eresiarca”: Hus venne quindi portato nel luogo della sua esecuzione, dove fu infine bruciato sul rogo.

Mentre moriva, Hus (il cui cognome significa letteralmente “oca” in lingua boema) avrebbe pronunciato le seguenti ultime parole: «Oggi voi bruciate un’oca, ma fra cento anni dalle ceneri sorgerà un cigno il cui canto non riuscirete a fermare». Un secolo più tardi, Martin Lutero avrebbe adottato il cigno come suo simbolo.

 

“Esecuzione di Jan Hus”, miniatura tratta dal manoscritto “Amtliche Berner Chronik, vol. 1” di Diebold Schilling, ms. Mss.h.h.I.1, c. 183r, Burgerbibliothek, Berna.

 

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