LA BIBLIOTECA ESTENSE E LE TORRI DELLA DISCORDIA. CHE NE PENSATE?

Due nuovissime torri in vetro alte 23 metri all'interno di un complesso settecentesco (futura sede della Biblioteca Estense) riaccendono la disputa: antico e contemporaneo possono convivere? Se Italia Nostra ha bocciato le due torri («uno scempio fuori legge») e Salvatore Settis le ha condannate («sfigurano la natura dell'edificio»), il neoministro dei Beni culturali Massimo Bray è dell'opinione opposta: «Snelle e semitrasparenti, simbolo di una biblioteca storica che si apre al mondo contemporaneo». Voi che ne pensate? Ecco tutta la storia. La Biblioteca Estense Universitaria di Modena è una delle biblioteche più importanti d'Europa e custodisce un ricchissimo patrimonio librario, tra cui la celebre Bibbia di Borso d'Este, considerata da molti il codice miniato più bello del Rinascimento. Entro il 2017 la Biblioteca Estense traslocherà in un nuovo edificio, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, distante poche decine metri: si tratta dell'ex Ospedale Sant'Agostino, che dopo un intervento di restauro e trasformazione (l’apertura dei cantieri è prevista tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014) è destinato a diventare il principale polo culturale della città. Il progetto, firmato dallo studio Gae Aulenti e finanziato quasi interamente dalla Fondazione, prevede anche spazi espositivi, attività commerciali e locali adibiti a foresteria. Ad accendere il dibattito è la presenza, nel progetto, di due torri - chiamate "lame librarie" - alte da terra 23 metri e destinate a ospitare gli 800 mila libri della Biblioteche Estense. La prima bocciatura è arrivata da Italia Nostra, che si è espressa così: «Un “polo bibliotecario” contro i principi di restauro architettonico del codice dei Beni Culturali e contro i vincoli urbanistici del Piano strutturale comunale. Insomma fuori legge. Le chiamano, per pudore, “lame librarie”, ma sono torri - 23 metri fuori terra - che forano la linea di cielo del centro storico, alterano il panorama urbano. [...] Nel progetto in mostra non sono infatti più riconoscibili le strutture originarie della fabbrica settecentesca. Non solo il “grande cortile” definito dalla singolare architettura a tenaglia è coperto e inglobato in un unico rigido corpo compatto, nuovi volumi arbitrariamente si aggiungono, ma sul complesso svettano due torri librarie che con i loro ventitre metri scompaginano il paesaggio urbano storico» Rincara la dose Salvatore Settis, che lunedì sulla prima pagina di Repubblica ha criticato aspramente il progetto, in un articolo intitolato “Usciamo dalla notte dei beni culturali”. Lo storico dell'arte si concentra in particolare sul rischio di una sorta di privatizzazione delle istituzioni culturali, ma non manca di dire la sua sulle due "lame librarie": «A Modena, il nuovo polo culturale della locale fondazione bancaria sta per inglobare due importanti biblioteche pubbliche, la Biblioteca Estense (statale) e la Biblioteca Poletti (comunale), costringendole al trasloco nell’ex Ospedale di Sant’Agostino: in una sorprendente intesa con la Fondazione, Ornaghi ha autorizzato a ristrutturare il settecentesco edificio in deroga a tutte le norme, aggiungendovi due torri librarie che ne sfigurano la natura. La privatizzazione è cominciata, e la linea Ornaghi è un rassegnato calabraghismo» Oggi arriva la risposta del neoministro per i Beni e le attività culturali Massimo Bray, che definisce le torri "snelle e semitrasparenti" aggiungendo che "la loro presenza spiega come anche una biblioteca carica di storia abbia oggi bisogno della contemporaneità per offrire servizi migliori e conservare il patrimonio". Replicando alle accuse di Settis, il ministro difende infine l'operato del suo precedessore: «A seguito del protocollo di intesa firmato nel novembre 2007 diamo vita a un progetto culturale e architettonico che garantisce il pieno conseguimento di valorizzazione, tutela e fruizione del patrimonio pubblico che sulla base del Codice dei beni culturali e del dettato costituzionale competono al Ministero. Le strutture del ministero garantiscono il pieno rispetto delle norme in materia ed è stato possibile giungere alla formulazione di un progetto di intervento, dopo un concorso internazionale, al gruppo Gae Aulenti, studio Doglioni-Daminato, consorzio Leonardo. Ciò garantisce un’adeguata valorizzazione del complesso S. Agostino e fornisce la possibilità per le due biblioteche di ripensare forme e modalità di erogazione dei servizi». [Il nuovo Sant'Agostino potrà fornire] una risposta di ampio respiro all’annoso problema degli spazi che da tempo affligge le due biblioteche, oggi fortemente condizionate dall’inadeguatezza dei locali occupati. Con un ridotto impegno economico, destinato a far fronte alle sole spese di trasferimento ed arredo della nuova sede, l'Estense potrà fruire nella sua nuova collocazione di spazi all’incirca doppi rispetto agli attuali, consentendo così una più razionale ed efficiente organizzazione delle proprie attività. Sarà ampliato notevolmente il numero di volumi in libera consultazione e sarà possibile dare il giusto risalto all'enorme patrimonio storico posseduto. Valorizzeremo anche le scaffalature settecentesche del Termanini oggi sottratte alla pubblica fruizione e destinate, dopo attento restauro, a tornare nella nuova sede alla originaria disposizione perimetrale» Per saperne di più: https://santagostino.modena.it https://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2013/04/06/news/s-agostino-ecco-il-nuovo-polo-culturale-1.6831688  
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