LIBIA

Libya-20r

 

Our tenth Women’s Wednesday is dedicated to Libya: daughter of Epaphus and Memphis, is depicted above giving orders to three men.

Libya was also the beloved wife of Poseidon (god of the Sea) with whom she had three children: Agenor, Lelex, and Belus; the latter grew up to be a tyrant and cruel ruler of Upper Egypt. Like many other mythological figures, Libya is hard to imagine as an individual. In fact, her name is easily depersonalized and associated with the vast and magnificent area in northern Africa which bears the same name. In the De Mulieribus Claris, Boccaccio limits himself to a brief description of the woman, avoiding any kind of either criticism or compliments.

Whatever the reason why an entire country was named after her, not much else is known about Libya: it is up to our imagination to fill in the gaps.

 

“Libya”, illumination from the manuscript “Des cleres et nobles femmes”, ms. Royal 20 C V, f. 20r, 1st quarter of the 15th century, British Library, London.

 


 

Il decimo appuntamento del Women’s Wednesday è dedicato a Libia: figlia di Epafo e Menfi, viene qui raffigurata mentre impartisce ordini a tre uomini.

Libia viene ricordata anche come amata moglie del dio del Mare, Nettuno, dal quale ebbe tre figli: Agenore, Lelego e Belo; quest’ultimo fu noto tiranno e crudele sovrano dell’Alto Egitto. Come molte altre figure mitologiche, è difficile immaginare Libia come un singolo individuo; il suo nome, infatti, può essere facilmente depersonalizzato e associato all’immensa e splendida area del Nord Africa che porta, appunto, il suo nome. Nel De Mulieribus Claris, Boccaccio si limita ad una breve descrizione della donna, evitando di esprimere sue personali critiche o lodi.

Fatta eccezione per questi dettagli, non ci sono giunte molte notizie sul perché la Libia abbia preso il nome della donna; non ci resta altro che fare ricorso alla nostra immaginazione e supporre quali grandi gesta abbia compiuto.

 

“Libia”, miniatura tratta dal manoscritto “Des cleres et nobles femmes”, ms. Royal 20 C V, f. 20r, primo quarto del XV secolo, British Library, Londra.

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *