MANTO

Back to our weekly column: here we are again with a new Mulier Clara! Our lady today is Manto, a skilled Greek prophetess.

According to legend, Manto was one of the daughters of Tiresias, the famous Theban oracle: much like her father, she was known to be able to accurately predict the future thanks to shady rituals and black magic. The Roman myth states that, after the death of Tiresias during the siege of Thebes, Manto fled the city and eventually ended up in Italy. Here she met and married Tiberinus, a fluvial god protecting the river Tiber: their union gave birth of Ocnus (also known as Bianor), the legendary figure said to have founded several Italian cities; one of these was Mantua, choosing the name in honor of Manto herself.

Along with her father, Manto is one of the fraudulent diviners whom Dante places in the eight circle of Hell.

“Manto”, illumination from the manuscript “De Mulieribus Claris”, decorated by Robinet Testard, ms. Français 599, f. 25v, 1488-1496, Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Paris.

 


 

Rieccoci con la nostra rubrica settimanale e con una nuova Mulier Clara! La nostra dama di oggi è Manto, abile profetessa greca.

Secondo la leggenda Manto era una delle figlie di Tiresia, il famoso oracolo tebano: proprio come il padre, la ragazza era nota per la capacità di predire accuratamente il futuro grazie a rituali misteriosi e magia nera. Il mito romano narra che, dopo la morte di Tiresia durante l’assedio di Tebe, Manto fuggì dalla città e arrivò fino in Italia. Qui incontrò e sposò Tiberino, divinità fluviale guardiana del Tevere: dalla loro unione nacque Ocno (anche noto con il nome di Bianore), figura leggendaria che si dice abbia poi fondato diverse città italiane; una di queste fu Mantova, chiamata così proprio in onore della madre.

Insieme al padre, Manto è una dei veggenti “fraudolenti” che Dante colloca nell’ottavo cerchio dell’Inferno.

 

“Manto”, miniatura tratta dal manoscritto “De Mulieribus Claris”, decorato da Robinet Testard, ms. Français 599, c. 25v, 1488-1496, Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Parigi.

 

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