OLIMPIADE

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As you surely know, it often said that behind every great man there is always a great woman. This is also true for mother and son! Meet Olympias, guest of our weekly Women’s Wednesday and mother of Alexander the Great.

Olympias was originally born as Polyxena, then changed her name to Myrtale as part of her initiation into a cult devoted to Dionysus. After her marriage to King Philip II of Macedon, her name was once again changed to Olympias in memory of Philip’s victory in the Olympic Games of 356 BC, the same year of the birth of their first son, Alexander. The marriage was very problematic and the tension finally exploded in 337 BC, when Philip (already polygamous) married Eurydice, a Macedonian noblewoman. This deeply annoyed both Olympias and Alexander, whose legitimacy was threatened by Eurydice’s family: after one year of self-exile, Olympias allegedly commissioned her husband’s assassination at the hand of one of his bodyguards.

With Alexander finally on the throne, Olympias gained even more influence in Macedonia: in order to assure his rule, the woman schemed the death of Eurydice and her offspring. The fame of Alexander is well-known, but his reign only lasted a mere 13 years and his sudden death, allegedly by poisoning, left the empire in the hands of the many generals and powerful families aiming at controlling the vast region. Olympias initially avoided conflict, but later joined in the chaos and led her soldiers to battle, eventually resulting in her army killing many exponents of the most powerful families in Macedonia, including her step-son and current ruler Philip III. With this, even the influent queen mother had to face her demise: the families of her many victims finally acted on their rage and stoned Olympias to death, an end she reportedly faced with no fear nor regret.

 

 

 

“Olimpiade”, illumination from the manuscript “Des cleres et nobles femmes”, ms. Royal 20 C V, f. 97r, 1st quarter of the 15th century, British Library, London.

 


 

“Dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”. Quante volte avete sentito pronunciare questo detto? Ecco a voi Olimpiade, ospite odierna del nostro Women’s Wednesday, madre di Alessandro Magno e prova che questa affermazione vale anche nel caso di madre e figlio!

Olimpiade nacque con il nome di Polissena, che cambiò poi in Myrtale come parte dell’iniziazione a un culto devoto a Dioniso. Dopo il matrimonio con Filippo II di Macedonia, la donna assunse il nome di Olimpiade in occasione della vittoria del marito nei Giochi Olimpici del 356 a.C., lo stesso anno della nascita del loro primogenito, Alessandro. Il matrimonio si rivelò molto problematico e la tensione esplose nel 337 a.C., quando Filippo, da sempre poligamo, sposò una nobildonna macedone di nome Euridice. Questo infastidì notevolmente sia Olimpiade che Alessandro, la cui legittimità era stata messa in dubbio dalla famiglia della nuova sposa; dopo un anno di esilio volontario, Olimpiade commissionò con ogni probabilità l’omicidio del marito per mano di una delle sue guardie del corpo.

Con Alessandro finalmente sul trono, l’influenza di Olimpiade sul regno crebbe ulteriormente: per eliminare ogni minaccia nei confronti del figlio, la donna orchestrò la morte di Euridice e dei suoi bambini. La fama di Alessandro Magno è ben nota, sebbene il suo regno sia durato appena 13 anni a causa della sua morte improvvisa, probabilmente per avvelenamento. L’impero finì quindi nelle mani dei molti generali e delle molte famiglie interessate a prenderne il controllo. Olimpiade, che si era inizialmente allontanata dal conflitto, decise infine di scendere in campo insieme ai suoi soldati, finendo per uccidere molti esponenti della nobiltà macedone, incluso il figliastro Filippo III, in quel momento alla guida del regno. A causa di ciò, persino la regina madre dovette affrontare la sua sorte: i familiari delle sue numerose vittime scatenarono infine la propria rabbia, lapidando Olimpiade fino alla morte, che la donna affrontò senza pentimenti né timore.

 

 

“Olympias”, miniatura tratta dal manoscritto “Des cleres et nobles femmes”, ms. Royal 20 C V, f. 97r, primo quarto del XV secolo, British Library, Londra.

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