SIBILLA CUMANA

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It’s finally Wednesday, which means it’s also time for our weekly appointment with Boccaccio’s De Mulieribus Claris! Our protagonist this time is the legendary Cumean Sibyl, sometimes known by the name of Almathea or Deiphebe.

According to the legend, the Cumaean Sibyl lived more than a thousand years, being alive at the time of the Trojan War (c. 1260-1180 BC) – and appearing in Virgil’s Aeneid to show Aeneas the way to the underworld – and at least up until the reign of Tarquinius Priscus, the legendary fifth king of Rome (from 616 to 579 BC). At this time, the Sibyl came to Rome and offered the King a total of nine books of prophecies, allegedly narrating all of the future history of Rome itself. When the King refused to buy said books, the Sibyl burned three of them and asked him to buy the remaining six for the original price. The King declined once again, and three more books were destroyed. When the Sibyl repeated her offer for the last three books, the King finally gave in.

The three sibylline books were kept in the Temple of Jupiter in Rome until the building burned down in 83 BC; during this time, Romans would only consult the texts in grave emergencies, as they were kept under tight control by the Senate.

 

 

“Cumean Sibyl”, illumination from the manuscript “Des cleres et nobles femmes”, ms. Spencer Collection 033, c. 20v, ca. 1450, The New York Public Library.

 


 

È di nuovo mercoledì, e con il mercoledì torna anche il nostro appuntamento settimanale con il De Mulieribus Claris di Boccaccio! La protagonista di oggi è la leggendaria Sibilla Cumana, conosciuta anche con il nome di Amaltea o Deifoba.

Secondo la leggenda, la Sibilla Cumana visse più di mille anni, essendo in vita già dai tempi della guerra di Troia (1260-1180 a.C. circa), facendo una comparsa nell’Eneide di Virgilio per mostrare ad Enea la strada verso l’aldilà, ed almeno fino al regno di Tarquinio Prisco, quinto re di Roma (dal 616 al 579 a.C.). Fu proprio in questo periodo che la Sibilla giunse a Roma per offrire al re ben nove libri di profezie, al cui interno era narrata l’intera storia di Roma, presente e futura. Quando il re si rifiutò di acquistare i libri, la Sibilla ne bruciò tre e chiese al sovrano di comprare i rimanenti sei per il prezzo originale; al nuovo rifiuto del re, altri tre volumi vennero distrutti. La Sibilla ribadì allora la propria offerta per gli ultimi tre libri e il re, messo alle strette, accettò.

I tre libri sibillini rimasero religiosamente custoditi all’interno del tempio di Giove Capitolino fino all’incendio di quest’ultimo nell’83 a.C.; durante questo periodo i Romani poterono consultare i volumi solamente in caso di gravi emergenze, poiché i volumi erano tenuti sotto stretto controllo da parte del Senato.

 

 

“Sibilla Cumana”, miniatura tratta dal manoscritto “Des cleres et nobles femmes”, ms. Spencer Collection 033, f. 20v, 1450 circa, The New York Public Library.

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